Il mercato obbligazionario italiano apre la settimana in rialzo, dopo un avvio debole, in una seduta di rientro degli operatori dopo la pausa estiva. Il rendimento dei Btp a dieci anni è in calo al 2,038%, dal 2,065% di apertura, mentre il tasso dei Bund decennali è in ribasso allo 0,366%, dallo 0,379% della precedente chiusura. Il differenziale Btp/Bund sul tratto decennale scambia, questo lunedì, a 166,8 pb. Il mercato è dominato dall’attesa per l’incontro della Bce di giovedì 7 settembre, durante il quale il Presidente, M. Draghi, potrebbe pronunciarsi in merito al programma di acquisti di titoli di stato. Il Qe si chiude, sulla carta, a fine anno. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, nel suo intervento al meeting di Cernobbio, ha ribadito che l’interruzione del Qe è ormai prossima e che, nonostante le possibili difficoltà che ne seguiranno, ci saranno degli effetti positivi per i bilanci delle banche. La seduta odierna è caratterizzata anche dai timori geopolitici, dopo l’escalation di tensione sul fronte nordcoreano, con un nuovo test atomico realizzato da Pyongyang lo scorso weekend. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, i mercati Usa sono chiusi per il “Labour Day”. Il costo di finanziamento sui Treasury decennali è pari al 2,1657%, livello di chiusura di venerdì. Tornando nell’Eurozona, settimana di inattività questa per il primario italiano. La scorsa, invece, il Tesoro ha collocato oltre 16,5 miliardi di euro, per le aste di fine mese. Inoltre, in mattinata la Bce ha reso noto i dati relativi all’acquisto di asset in ambito Qe, con i risultati dei singoli Paesi. A luglio, l’istituto di Francoforte, insieme con la Banca d’Italia, ha sottoscritto titoli pubblici italiani per 9,623 miliardi, in aumento rispetto ai 9,323 di giugno. (riproduzione riservata)