Lo spread Btp/Bund tratta ora a 175,53 bps in netta diminuzione rispetto ai 187,629 della chiusura precedente. Nel frattempo, i rendimenti dei Btp nelle aste odierne hanno sofferto del clima di sfiducia e dell’ansia per il referendum: sono stati collocati 1,75 mld di euro di Btp quinquennali con rendimento allo 0,91% in rialzo dallo 0,57% m/m, 1,5 mld di decennali all'1,97% dall'1,6%, 1,95 mld di Ccteu al 2024 allo 0,99% dallo 0,59% e 1 mld di Ccteu al 2022 allo 0,67%. Dietro al rialzo dei rendimenti dei Btp a 5 e 10 anni, ai massimi da giugno 2015, vi è l’aumento generalizzato dei tassi d’interesse mondiali e nel breve termine la paura per il referendum del 4 Dicembre, oltre ai timori sull’effetto contagio di Banca Monte Dei Paschi di Siena. E’ molto probabile che una vittoria del “NO”, seguita dalle dimissioni dell’attuale premier Matteo Renzi, potrebbe portare lo spread sino alla soglia dei 300 bps, ma non oltre grazie allo scudo (Omt) posto in essere dalla BCE. All’opposto, una vittoria del “SI” (risultato a sorpresa rispetto ai sondaggi) potrebbe far scendere il differenziale fino a 140 bps, con le quotazioni dei titoli a Piazza Affari che potrebbero beneficiare del nuovo clima di fiducia. Una conferma del quesito referendario aumenterebbe infatti il sentiment degli investitori e consentirebbe di chiudere più agevolmente gli aumenti di capitale auspicati dalle banche in difficoltà. Nel caso di una vittoria del “NO”, invece, la responsabilità sarà riposta nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale deciderà se confermare la permanenza di Renzi mediante un voto di fiducia, con lo scopo di verificare se il governo sia ancora sostenuto dall’attuale maggioranza parlamentare. (riproduzione riservata)