Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 287.494 punti base in chiusura. Oggi il Tesoro ha collocato 2 miliardi euro di Btp al 2023 con un rendimento del 2,35%, in discesa di 23 punti base, e 2,5 miliardi euro di Btp decennali al 3,20%, in calo di 13 pb. Inoltre il Mef ha venduto un totale di 1,25 mld di CCTeu al 2024 e 2025. Di particolare interesse è la debole domanda, sebbene i tassi siano diminuiti rispetto alle aste di fine ottobre, con un bid-to-cover sul titolo a 5 anni sceso a 1,34 da 1,48 precedente. Gli operatori mostrano una preoccupazione sulla fiducia degli investitori che potrebbe diminuire se il trend di rallentamento della domanda dovesse proseguire.
Sul fronte delle rilevazioni macro, l’indice dei prezzi al consumo tedesco è salito dello 0,1% su base mensile ed è aumentato del 2,3% a livello annuale. L’inflazione armonizzata è salita dello 0,1% su base mensile e cresciuta del 2,2% a/a. Nel frattempo, i rendimenti dei Bund scambiano al ribasso, in particolare quello del Bund decennale scende a 0,32%.
Negli ultimi sei mesi l’incertezza politica legata al piano di bilancio italiano è cresciuta e secondo la Banca Centrale Europea potrebbe rappresentare un rischio per la stabilità finanziaria nell’area euro. Allo stesso tempo, si precisa che le turbolenze sui mercati finanziari italiani non hanno contagiato significativamente gli alteri Paesi Europei. Attualmente le tensioni sulla legge di bilancio dell’Italia non accennano né ad allentarsi né a peggiorare. Jens Wilhelm, membro del Cda del gestore patrimoniale tedesco Union Investment, non si attende un compromesso tra Roma e Bruxelles prima delle elezioni Europee di maggio 2019, sottolineando che la situazione, però, è già stata prezzata.