Il Ministero del Tesoro ha collocato oggi 6,5 miliardi di euro di Btp, con un tasso lievemente in rialzo rispetto alle aste del 12 settembre, che avevano rappresentato un minimo record.
L’aumento dei rendimenti era già stato previsto dagli operatori dopo i recenti collocamenti, quali il Btpei sindacato della scorsa settimana e soprattutto l'emissione in dollari da 7 miliardi di due giorni fa. Al contempo la domanda è rimasta molto forte con le richieste per le aste sono state di oltre 10,5 miliardi di euro.
Nel frattempo, lo spread Btp/Bund chiude in contrazione a 138,645 punti base, mentre il rendimento del Bund tedesco è in rialzo di cinque punti base a -0,44%, sui massimi da circa un mese. A far accelerare l'aumento del tasso tedesco sono state le indiscrezioni secondo cui, con l'avvio del nuovo programma di Qe, la Bce impiegherebbe solo un anno a raggiungere i limiti autoimposti di acquisto di titoli di Stato della Germania. L'Istituto sarebbe più propenso ad adattare il criterio che ripartisce gli acquisti tra gli Stati membri, il capital key, piuttosto che alzare i limiti massimi di titoli che la Bce può detenere.
Alcuni analisti evidenziano come i netti rialzi di ieri dei rendimenti obbligazionari nell'Eurozona siano stati accompagnati da volumi consistenti, il che potrebbe indicare un cambiamento del sentiment degli investitori. Infatti, a inizio settimana, il mercato prezzava le numerose notizie negative e, ora, le vendite riflettono un outlook meno negativo sui colloqui commerciali e sulla Brexit. Tuttavia, il mercato nutre ancora delle incertezze sulla capacità della Bce di offrire nuovi stimoli monetari, alimentata quest'ultima dalle divisioni nel board evidenziate ieri dai verbali della riunione di settembre.