Giornata frizzante sul mercato primario per il nostro Paese, con il Tesoro che ha collocato 7,25 miliardi di euro di Btp e CCTeu su quattro linee, massimo della forchetta prevista. I tassi di finanziamento sui titoli di Stato italiani sono però scesi rispetto a un mese fa di circa 50 pb sulle emissioni a 5 e a 10 anni. A livello di domanda, i tassi di copertura del Btp 2024 e 2029 sono rimasti stabili, nonostante un ammontare offerto superiore rispetto all’ultima asta. In un contesto in cui oltre la metà dei titoli governativi dell’Eurozona tratta con rendimenti negativi, il mercato continua ad avere fame di Btp, prestando meno attenzione a un livello di incertezza politica che non si è per nulla ridotto: la prospettiva di una crisi alla vigilia o durante la sessione di bilancio continua a non poter essere esclusa, a maggior ragione dopo le continue schermaglie verbali tra Lega e M5S. Questo scenario ha riportato lo spread sopra i 200 pb, prima di chiudere poco mosso a quota 198,1. Alla base della suddetta dinamica di caccia ai rendimenti c’è la politica monetaria della Bce: nella riunione di settembre, secondo gli esperti, l’Eurotower rispetterà le attese del mercato per un allentamento monetario, o addirittura le supererà. Tornando al primario, la Germania ha collocato 3,274 miliardi di euro di Schatz a due anni, con un rendimento al -0,76%. L’emissione ha registrato domande per soli 3,449 mld di euro rispetto ad un ammontare offerto in asta di 4 mld, ed è perciò da considerarsi tecnicamente scoperta. Sul fronte macro, l’indice dei prezzi al consumo tedesco, nella lettura preliminare di luglio, è aumentato dello 0,5% a livello mensile e dell’1,7% a livello annuale, battendo il consenso degli economisti (+0,3% m/m e +1,5% a/a).