Lo spread Btp/Bund tratta in lieve rialzo a 163,205 punti base nella seduta odierna, rispetto ai 160,979 della chiusura di ieri. In mattinata il Tesoro italiano ha effettuato alcune aste Btp, registrando un soddisfacente rapporto di copertura. Nel dettaglio, sul titolo ventennale sono giunte richieste per 2,18 miliardi a fronte dell’offerta da 1,5, mentre sul settennale la domanda ha superato i quattro miliardi, dai 2,75 assegnati. In particolare, si sottolinea il netto calo dei rendimenti associati ai titoli emessi sulle scadenze più brevi, con il Btp a 3 anni che rende lo 0,06% rispetto allo 0,30% del collocamento precedente. Sul fronte obbligazionario, il focus degli investitori rimane saldo sul rendimento del Treasury decennale americano, e in particolare sulla resistenza tecnica del 2,6% che, se superata, potrebbe innescare un selloff generalizzato sul mercato dei bond. Il rendimento dei titoli di debito ingloba anche le aspettative per l’inflazione futura, oltre che a prezzare il rischio paese. Con Donald Trump al governo, è assai probabile che l’indice dei prezzi intraprenda un trend rialzista, innescando un aumento dei rendimenti sull’obbligazionario americano. Attualmente le aspettative di inflazione Usa di lungo termine sono fissate al 2,4%. Nel frattempo, nella giornata di domani l’agenzia canadese Dbrs sarà tenuta ad esprimere un parere sul merito creditizio dell’Italia, con un possibile rischio di downgrade. L’istituto aveva precedentemente mostrato dei dubbi sul futuro dell’economia italiana, in seguito alla fine del processo di riforme con la caduta dell’ex premier, Matteo Renzi. Un downgrade potrebbe alterare il prezzo dei Btp italiani, con effetti sull’haircut applicato per il rifinanziamento presso l’Istituto di Francoforte. (riproduzione riservata)