Nella seduta di oggi non si è allentata la pressione iniziata ieri sui Btp, con lo spread Btp/Bund che ha chiuso a quota 287,762 punti base rispetto ai 280,152 pb della chiusura di ieri. Il taglio delle proiezioni sulla crescita italiana per il 2019 allo 0,2% a/a da parte della Commissione Europea è stato il catalizzatore principale della debacle di ieri dei titoli di Stato italiani e i numeri di oggi sul nuovo calo della produzione industriale italiana a dicembre, non hanno lasciato spazio per un rimbalzo delle quotazioni. Il rendimento del decennale italiano si è così attestato al 2,97%, sfiorando la soglia psicologica del 3%, mentre quello del bund è sceso ulteriormente, a causa dei timori degli investitori, a quota 0,09%.
Un elemento molto preoccupante per l’economia del Bel Paese è il fatto che dal 30 gennaio ad oggi il tasso di rendimento del Btp benchmark decennale sia salito di 35 punti base, a differenza di quelli degli altri paesi europei, come quello dei Bonos spagnoli, che sono rimasti su livelli stabili. Si tratta di una circostanza rimarchevole, dato che una crescita più debole delle attese sia un fattore comune a tutta l'Eurozona. Il mercato ritiene quindi che una stagnazione in Italia sia più significativa che in altri Paesi e questo è chiaramente legato all'impatto di una crescita debole sul rapporto debito/Pil italiano, già molto elevato.
In conclusione, nelle prossime settimane l’incertezza politica e i dati sulla crescita economica italiana rimarranno al centro dell'attenzione del mercato, con una manovra di correzione in corsa sui conti pubblici italiani che non rappresenta più una remota possibilità, ma quasi una certezza.