I mercati hanno deciso di continuare a reagire di fronte alla continua impasse politica italiana e mostrano alte tensioni relativamente alle nuove elezioni che potrebbero tradursi in un referendum sulla moneta unica. Sono stati riscontrati alti volumi di vendita sui Btp e il differenziale di riflesso ha re-iniziato a salire in modo vertiginoso, toccando quota 294 punti base e stabilendosi attorno ai 270 p.b. . I rendimenti del Btp decennale Italiano ancora sotto pressione, in aumento dell’11,92% si stabiliscono al 3%, mentre il Bund tedesco attesta rendimenti a 0,33% con -4,65% e il Treasury ha rendimenti del 2,87% con -2,05%.
Neil Wilson, chief market analyst di Markets.com, fa notare che gli investitori sembrano essere impegnati a scaricare ogni esposizione sull’Italia e tutte le variazioni all’interno del comparto obbligazionario richiedono attenzione in quanto la volatilità del mercato è alta come quando vi è stata la crisi della zona euro. L’esperto mette in luce come i mercati abbiano trattato gli esiti elettorali, dapprima con troppa calma e dopo con alta volatilità nel momento in cui M5S e Lega hanno trovato un accordo. Il timore adesso vige sulle prossime votazioni.
Le tensioni attuali amplificano il rischio non trascurabile che in un futuro l'Italia decida di lasciare l'euro.
Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners, è convinto che seppur il governo avesse avuto modo di nascere, Salvini avrebbe cercato di tornare alle urne con un pretesto in modo da consolidare le prospettive che i sondaggi gli attribuiscono.
Secondo l’esperto l’incarico a Cottarelli offre al Quirinale le garanzie che cercava, e offre ai partiti leader la possibilità di dimostrare che le istituzioni li hanno espropriati del diritto di governare a favore dei tecnocrati filo-Europei.