L’attacco statunitense di stanotte ha sconvolto l’andamento dei mercati obbligazionari. Il meeting Usa-Cina ed i dati sull’occupazione del paese americano sono passati in secondo piano dopo la scelta di Donald Trump di lanciare 59 missili Tomahawk contro la base siriana di Al Shayrat, da cui erano partiti gli aerei con le armi chimiche che martedì scorso avevano provocato circa 80 morti. La reazione dei mercati è stata una forte avversione al rischio che ha riversato gli acquisti sui titoli governativi: i bond trattano in forte rialzo, con il calo dei rendimenti sui Bund decennali allo 0,233% (-3 pb) e sui Btp a 10 anni al 2,211% (-5,2 pb), entrambi ai minimi da un mese, allontanando lo spread fra i due titoli da quota 200. Anche in Usa i tassi sui T-bond decennali scendono al 2,323% (-2 pb), toccando in mattinata il minimo da dicembre al 2,27%. Gli acquisti sono stati contrappesati dalle vendite dovute all’inatteso calo del tasso di disoccupazione dal 4,7% dal 4,5%, livello mai raggiunto dal 2007 ad oggi; ciò potrebbe essere visto come supporto verso ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed. Ritornando al focus odierno, a preoccupare gli investitori è la forte opposizione russa alla scelta di Trump, che potrebbe riallontanare le due potenze dopo il recente avvicinamento. Nel contempo, l’attacco può essere visto anche come un’implicita prova di forza verso la Corea del Nord, atto che rende convergenti gli interessi di Cina e Stati Uniti. Tuttavia, difficilmente l’azione americana potrà innescare un trend di acquisti su asset meno rischiosi, in particolare bond governativi, a meno che tutti gli elementi di incertezza attuali non volgano verso il peggio (riforma fiscale Usa, Brexit, elezioni francesi e regressione del processo inflattivo). (riproduzione riservata)