Nella giornata odierna, i mercati sono dominati dal sentiment negativo sviluppatosi venerdì sera, quando il presidente Usa Donald Trump ha ritirato la proposta di modifica dell’Obamacare poiché non possedeva i voti necessari per l’approvazione. Per quanto gli ostacoli fossero evidenti, gli investitori non si aspettavano un atteggiamento così arrendevole da parte di Trump in uno dei capisaldi della sua campagna elettorale ed ora credono che anche la riforma fiscale potrebbe subire la stessa sorte. I mercati obbligazionari rispondono con un calo generalizzato dei rendimenti sui bond governativi, poiché il trend degli ultimi mesi era sostenuto anche dalle promesse di una politica fiscale ed economica espansiva, ora considerate difficilmente approvabili in assenza di compromessi sul tema e secondo le tempistiche attese dal mercato. Fra i decennali, il tasso sui T-bond cala al 2,373% (-4 pb da venerdì), vicino ai minimi pre-elettorali, mentre in Europa il rendimento sui Bund scende allo 0,398% (-0,5 pb) e quello sui Btp al 2,205% (-1,9 pb), portando lo spread fra i due titoli a 180,4 punti (-1,4 bps). In Europa, gli acquisti sui bond sono in parte controbilanciati dai buoni dati macroeconomici, fra cui l’indice Ifo sulla fiducia delle aziende tedesche, che tocca i massimi da luglio 2011 a 112,3 punti superando i 111 del consenso, segno ulteriore che l’economia teutonica stia riprendendo slancio. In un contesto così favorevole, anche gli investitori più prudenti inizieranno a credere di dover cambiare il proprio atteggiamento, portando il mercato a prezzare il termine del Qe entro l’estate 2018, anche se oggi il capo economista della Bce Peter Praet ha ribadito ancora una volta la necessità di mantenere un livello sostenuto di accomodamento monetario. (riproduzione riservata)