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Smi crea un consorzio per la gestione degli scarti tessili

Il neo presidente Sergio Tamborini ha presentato un nuovo piano per ottimizzare la gestione dei leftover. Ha inoltre presentato un paper per aumentare la responsabilità dei produttori, inviato anche al Ministero della transizione ecologica

di Rita Miele
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Smi- Sistema moda Italia aumenta il proprio impegno eco-friendly. Il presidente Sergio Tamborini ha recentemente presentato ai parlamentari il progetto in atto per la creazione di un consorzio di imprenditori italiani per la gestione ottimizzata dei rifiuti provenienti dal mondo moda, anticipando le decisioni normative sul tema e dando un indirizzo concreto all’attività industriale del settore, nell'ambito di un'audizione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, alla quale hanno partecipato sia deputati che senatori al fine di realizzare documenti per futuri interventi legislativi.

Un'immagine della filiera
Un'immagine della filiera

In questo contesto Tamborini ha presentato la filiera T&A- tessile e abbigliamento, le sue caratteristiche, i suoi punti di forza e le eccellenze che la compongono, sottolineando l’ampio ventaglio di prodotti che è in grado di offrire. Il settore è attualmente centro dell'attenzione per l'Unione europea nell'ottica di una transizione verso modelli più sostenibili, in quanto considerato ad alta intensità di risorse. Sono state conseguentemente introdotte misure volte a conseguire livelli elevati di raccolta differenziata dei rifiuti tessili a partire dall’inizio del 2025, termine anticipato al 1° gennaio 2022 dalla normativa italiana di attuazione. Il presidente ha quindi illustrato la strategia Smi per il riutilizzo degli scarti del comparto tessile e abbigliamento e commentato il position paper sull’opportunità dell’introduzione di un regime di responsabilità estesa del produttore (Epr – Extended producer responsibility). Il documento è stato inoltre inviato al Ministero della transizione ecologica nell’ambito della consultazione sull’Economia circolare appena conclusa il 30 novembre.

Smi e Fondazione del tessile italiano saranno soci fondatori, promotori e garanti di un consorzio no-profit di produttori che possa operare nell’ambito dell’eventuale regime Epr italiano. Questo progetto potrà costituire un decisivo contributo eco-conscious della filiera e un concreto supporto per le aziende che dovranno affrontare un quadro normativo completamente nuovo. (riproduzione riservata) 

 

  

Mff - Numero 238 pag. 3 del 02/12/2021
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