BusinessSistema moda Italia presenta a Pitti uomo 101 il nuovo consorzio per l'upcycling della moda
In occasione dell'evento fieristico il presidente della Federazione, Sergio Tamborini, ha lanciato Retex.green. Il collettivo epr-extended producer responsibility, di soli produttori italiani, è destinato alla gestione dei rifiuti del tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria
Nuova svolta sostenibile per il fashion Made in Italy. Smi-Sistema moda Italia e Fondazione del tessile italiano hanno costituito Retex.green, consorzio no-profit di produttori italiani della filiera. La mission principale della nuova associazione è la gestione ottimizzata dei rifiuti provenienti dal mondo moda, anticipando le decisioni normative sul tema del riciclo di prodotti e fornendo un concreto strumento di implementazione dell’attività industriale di tutti i segmenti del comparto nell’ottica di una attiva sostenibilità ambientale. L’iniziativa era stata già anticipata, nelle linee generali, nel novembre scorso dal presidente Smi, Sergio Tamborini, in occasione di un’audizione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti (vedere MFF del 2 dicembre 2021).
Lo statuto del consorzio delinea il ruolo dei due promotori che, in qualità di soci fondatori, hanno il compito di garantire l’indirizzo strategico: un sistema collettivo volontario di responsabilità estesa del produttore (epr-extended producer responsibility) formato esclusivamente da aziende di produzione dei vari settori, inizialmente associate a Sistema moda Italia, per gestire in modo competente ed efficiente i rifiuti post-consumo, perseguendo al contempo gli obblighi normativi che deriveranno dall’introduzione futura di un regime epr nel Bel Paese.
Retex.green già ora si appresta a diventare un supporto decisivo per raggiungere un maggiore livello di impegno ambientale della filiera attraverso la creazione di un network estremamente qualificato di fornitori, che si occuperanno di tutte le fasi connesse alla raccolta, selezione e cernita, avvio al riutilizzo, riciclo e valorizzazione dei rifiuti provenienti dai prodotti del tessile, dell’abbigliamento, delle calzature e della pelletteria. Il team di partner operativi sarà creato e controllato da un general contractor per il waste management che avrà il compito di selezionare e controllare i migliori operatori nell'ottica della circolarità. Il consorzio diventa così uno strumento che, mettendo in sinergia le competenze e il know-how dei produttori di Made in Italy, potrà consentire un decisivo miglioramento del recycling, in termini misurabili e quantificati, secondo rigorosi modelli di rendicontazione. Il valore del sistema associativo sarà proprio l’adozione delle best practice relative alla massima trasparenza e legalità della gestione dei leftover. (riproduzione riservata)