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Scarpe, patti della filiera per il green

A Micam Piquadro, Geox e Acbc si confrontano sul raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità La sfida è di bilanciare etica, estetica e prezzi  

di Andrea Guolo
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Il talk alla Micam green zone
Il talk alla Micam green zone

L’argomento è centrale e lo sarà sempre di più: la sostenibilità diventa un fattore strategico e la filiera delle scarpe dovrà accelerare la sua conversione alla produzione sostenibile per non perdere opportunità di sviluppo. Micam ha dato ampio spazio a confronti e talk sulla materia, organizzando la nuova area Micam green zone e presentando il marchio di certificazione Vcs-Verified and certified steps di proprietà di Assocalzaturifici, ideato da Spin360 di Federico Brugnoli.

L'attore principale dell'area green è stato Acbc, startup milanese leader nella creazione e produzione di calzature sostenibili che può vantare 28 partnership con diversi brand tra i quali compaiono Missoni, Ea7, LoveMoschino. Uno dei talk in programma ha avuto come protagonisti il ceo di Acbc Gio Giacobbe a confronto con Marco Gobbi, direttore marketing e comunicazione di Piquadro, e con Diego Porro, direttore merchandising product di Geox. Quest'ultimo ha posto l'accento sull'importanza delle relazioni interne alla filiera per arrivare a centrare l'obiettivo di una produzione sempre più sostenibile. «Più la partnership è forte, meglio è per il brand», ha affermato Porro, «Negli ultimi due anni è stato offerto da Geox un supporto ai fornitori in sofferenza».

Dal fronte Piquadro è stata evidenziata l'importanza di una corretta comunicazione su cosa significa sostenibilità. «Noi abbiamo iniziato a lavorarci cinque anni fa, analizzando tutti i nostri processi e testando i materiali per ridurre l'impatto delle attività, ma le prime comunicazioni sono iniziate nel 2021», ha dichiarato Gobbi. «La vera problematica è bilanciare etica, estetica e prezzo», ha infine precisato Gio Giacobbe, evidenziando come tutte le aziende partner di Acbc siano certificate e sottoposte a una valutazione dei risultati raggiunti nella riduzione dell'impatto. «A confronto con l'estero, in Italia è più difficile trovare partner con le carte in regola, in particolare per le certificazioni di environmental & social impact, e occorre un'accelerazione. Samo all'inizio di una transizione fondamentale». (riproduzione riservata)

Mff - Numero 051 pag. 4 del 15/03/2022
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