BusinessOmega partecipa alla missione di sostenibilità satellitare nello spazio
Il marchio di orologeria ha stretto una collaborazione con Clearspace con l'obiettivo di rimuovere detriti orbitali pericolosi. Si tratta della prima fase di un progetto a lungo termine nell'ottica di una crescita futura eco-friendly. Il brand è pioniere nel sostegno ambientale attraverso partnership anche con Goodplanet foundation e Nekton
Omega ha unito le sue forze a quelle di Clearspace per sostenere la missione di rimozione dei pericolosi detriti orbitali. I creatori del primo orologio indossato sulla luna (Speedmaster) tornano nello spazio, ma questa volta con un obiettivo di sostenibilità. In sintonia con lo spirito pionieristico del marchio, la collaborazione prevede la prima operazione di cattura e rimozione di un satellite spaziale. Si tratta della prima fase di un progetto a lungo termine il cui scopo è la creazione di un servizio accessibile per la rimozione degli scarti. Esistono oggi migliaia di satelliti che orbitano intorno alla Terra, un’alta percentuale dei quali non è riuscito nel proprio compito. Questi oggetti non controllabili rischiano di esplodere o di entrare in collisione con altri simili. La prossima sfida è mantenere pulito l'universo al fine di assicurare una crescita sostenibile in futuro.
«Il prossimo, logico passo per un marchio che vanta un fiero passato nell’esplorazione dello spazio e nella salvaguardia del pianeta», ha così definito la partnership il presidente e ceo di Omega Raynald Aeschlimann, descrivendo l’iniziativa Clearspace come «uno dei più importanti e stimolanti progetti dall’avvio delle missioni Apollo».
Non è la prima volta che il marchio di orologeria va oltre le sue strette competenze per ispirare un cambiamento positivo. La co-lab di Omega con Goodplanet foundation e il suo fondatore Yann Arthus-Bertrand ha condotto alla realizzazione di numerosi documentari e di progetti di salvaguardia all’insegna dello slogan Tempo per il pianeta.
La label sostiene inoltre Nekton, una fondazione di ricerca no-profit, impegnata nella protezione degli oceani. Svolge infatti un ruolo nella mappatura dei fondali attraverso il suo sostegno alla Five deeps expedition, ricerche di Victor Vescovo nei fondali più profondi. (riproduzione riservata)