BusinessMonnalisa, l’ad Matteo Tugliani: «Aperti a nuove licenze»
«Vogliamo spaziare dal lusso al daywear», dichiara a MFF il manager del gruppo kidswear, che ha in portfolio Dondup, Alberta Ferretti, Philosophy e Scervino Sviluppato un progetto di pre-loved con la start-up Dresso

Monnalisa guarda oltre il proprio marchio e tiene la porta aperta a nuove licenze. Con l’obiettivo di diventare un polo italiano del kidswear. Dopo aver portato nel portafoglio Dondup, Alberta Ferretti, Philosophy ed Ermanno Scervino in poco più di due anni, il gruppo toscano quotato a Piazza Affari punta a rafforzare il proprio ruolo di partner industriale per i brand. «Vogliamo creare una piramide di prodotto che dal lusso arrivi al daywear contemporaneo, affiancando brand diversi per occasioni d’uso e target», racconta a MFF il ceo Matteo Tugliani. «Monnalisa ormai è un polo. Mettiamo a disposizione il nostro know how creativo e operativo».
E dopo il recente annuncio con Dondup, il portfolio licenze potrebbe allargarsi. «Siamo stati contattati da alcune aziende e al momento stiamo facendo colloqui. Ci aspettiamo che in futuro diversi brand considerino Monnalisa un’opzione di qualità per sviluppare le proprie collezioni kidswear», anticipa il manager. A sostenere il progetto resta anche il marchio di proprietà, che continua a rappresentare il baricentro del gruppo. «Le licenze hanno una durata limitata, mentre il marchio Monnalisa ci permette di programmare gli investimenti con una prospettiva di lungo periodo».

A livello strategico, la società ora è focalizzata sul rafforzamento negli Stati Uniti. «Abbiamo trovato un partner specializzato nel mercato americano con cui puntiamo ad avere una relazione omnicanale», spiega Tugliani. Più lontano, in questo momento, il mercato asiatico, dove tutti i negozi diretti sono stati chiusi due anni fa. «Volevamo passare da una visione retail espansiva a una visione profit driven», sottolinea il ceo. «È stata l’intuizione giusta, malgrado la chiusura della branch cinese abbia avuto inevitabili ripercussioni sul bilancio 2025». L’esercizio si è chiuso infatti con ricavi consolidati in leggero calo a 33,8 milioni di euro, ma l’ebitda è cresciuto sia in valore assoluto sia in termini di marginalità raggiungendo 2,5 milioni con un margine in salita dal 5,1% al 7,4%.
Tra le novità in cantiere, il progetto del pre-loved con la start-up Dresso. «L’unico modo per allungare il ciclo di vita di un prodotto è creare circolarità. Il passaporto digitale ci permetterà di accompagnare questo progetto che, attraverso un brevetto, consente di rendere una sezione del proprio sito un e-commerce di pre-loved. In questo modo, un cliente Monnalisa può rivendere il suo capo consentendo all’azienda di ricevere una royalty», conclude Tugliani. (riproduzione riservata)