BusinessMilano unica al via con 737 brand. Tessile-moda a 6,8 miliardi (-3,1%)
«Dobbiamo investire in formazione e innovazione», ha detto il presidente Simone Canclini, durante l’apertura della 43ª edizione del salone, in scena fino al 9 luglio a Rho Fiera con espositori in linea alla scorsa edizione estiva. Mentre l’anno si chiude in flessione, pur in miglioramento rispetto al 2024, i primi tre mesi segnano un export a -3,4%
Mentre Milano unica apre le porte della sua 43ª edizione, il settore tessile-abbigliamento archivia un anno ancora in flessione, ma in miglioramento rispetto al 2024. A confermarlo sono i dati di consuntivi elaborati da Confindustria moda diffusi martedì in occasione dell’inaugurazione del salone, in scena fino al 9 luglio a Fiera Milano Rho con 737 brand, in linea con la scorsa edizione estiva (erano 735 a luglio).
Nel 2025 il bilancio della tessitura Made in Italy, comprensiva di tessitura laniera, cotoniera, liniera, serica e a maglia, ha registrato un calo del 3,1% a quota 6,78 miliardi di fatturato, una contrazione maggiore rispetto al -1,5% emerso dal consuntivo di inizio anno, ma meno intensa del decremento del -8,8% dei 12 mesi del 2024. Anche le esportazioni nel 2025 sono calate del 2,3% per 3,7 miliardi, un risultato al ribasso significativamente inferiore al -10,7% del 2024. Oggi la tessitura continua a rappresentare un comparto di rilievo all’interno dell’industria tricolore del tessile-moda, concorrendo all’11,6% del fatturato complessivo della filiera.
La nota congiunturale ha poi fatto luce sul primo trimestre dell’esercizio in corso, evidenziando il contesto economico ancora fragile, debole e incerto nella quale dovranno operare le aziende italiane. Nel periodo gennaio-marzo 2026, se l’indice Istat della produzione industriale si è attestato a -1,3%, l’export di tessuti è sceso del -3,4%, rispetto al-2,3% dei tre mesi del 2025. Le performance migliori delle vendite oltreconfine hanno interessato i tessuti di seta (+7,5%), in cotone e in lana, mentre le maggiori criticità sono state registrate dalla tessitura a maglia (-13,2%) e dei tessuti di lino (-9,3%).
Al primo posto tra i mercati di destinazione spicca la Francia, seguita dalla Germania e poi dalla Cina (+7,8%). Da segnalare il calo degli Stati Uniti (-10,7%), la crescita della Polonia (+19,6%) e dello Sri Lanka (+31,2%). «Dobbiamo investire nella formazione e nella cultura del cambiamento, aprendoci ai giovani e all’innovazione per reinterpretare il patrimonio manifatturiero italiano», ha esordito Simone Canclini, presidente di Milano unica. «La vera sfida sarà l’innovazione nel riciclo. Sono convinto che quando sarà recepita la direttiva Epr sulla responsabilità estesa del produttore, potremo creare una filiera tracciata che contribuirà a ridare uno slancio al nostro settore».
Gli ha fatto Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano: «La nostra forza è la creatività e la tecnologia, bisogna spingere tanto sulla formazione». Valentino Valentini, viceministro delle imprese e del Made in Italy, ha poi fatto luce sullo scenario dei mercati. «Gli imprenditori devono cercare di capire le conseguenze della crisi, sulla quale permarrà la tensione sul prezzo dell’energia e l’erosione del potere d’acquisto. A livello mondiale si vede difficoltà della classe media, per questo dobbiamo andare a muoverci nella fascia alta, considerando che le tensioni per i dazi rendono più difficile la penetrazione del mercato».
Valentini ha poi aggiunto: «La Cina sta diventando un player molto importante, le fabbriche sono meno ma più tecnologiche, con automatizzazione e intelligenza artificiale. Essa guarda all’America per la concorrenza su questo fronte. E tra 3-5 anni anche noi ci troveremo in questa competizione. L’Ai c’è e cresce, presenta rischi e opportunità. Per le imprese non c’è altra strada. La formazione porterà artigianalità introducendo anche nuovi sistemi operativi».
Tra gli appuntamenti in schedule della manifestazione, spicca la mostra «The radical elegance» dedicata al fotografo di moda Giampaolo Barbieri e allestita nell’area Mu tendenze sostenibilità. Il progetto The cube archive: punk is all around mette invece l’accento su ricerca e dialogo tra manifattura e sperimentazione. (riproduzione riservata)
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