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Milano, le Terme de Montel rendono il 7%. Ecco chi ha investito con Azimut nel progetto di riqualificazione urbana da 16.000 mq

Le terme sono state inaugurate a San Siro mercoledì 26 marzo, la loro ristrutturazione è costata 57 milioni di euro. Il piano industriale prevede il break even già nel nel 2025 sotto la guida di Massimo Caputi. In raccolta il nuovo fondo di Azimut dedicato al private equity 

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Milano, le Terme de Montel rendono il 7%. Ecco chi ha investito con Azimut nel progetto di riqualificazione urbana da 16.000 mq

Il grande parco termale di Milano, 16.000 metri quadrati accanto a San Siro, è una gigantesca opera di riqualificazione urbana in stile Liberty che vede le ex scuderie reali rinascere dopo cinque anni di lavori. Il progetto De Montel-Terme Milano è stato inaugurato mercoledì 26 marzo alla presenza di Comune e Regione che hanno lavorato assieme al Fondo Infrastrutture per la Crescita – Esg (fondo Ipc) gestito da Azimut Libera Impresa Sgr e guidato da Andrea Cornetti. Il fondo ha investito nell’operazione 57 milioni di euro ed è il proprietario della struttura, lavora in sinergia con il gruppo Terme & Spa Italia che ha in carico la gestione. Come ha spiegato ieri l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, «si tratta di un progetto che va in direzione della longevità, una vita più lunga e di qualità migliore». L’acqua che arriva nelle piscine pesca da una falda profonda 396 metri, ricca di solfati, bicarbonati e minerali, usata anche per i problemi muscolari.

Le casse, assicurazioni, fondi pensione e fondazioni che hanno investito

Il fondo che ha effettuato l’investimento è un veicolo chiuso per istituzionali cui hanno aderito 26 soggetti fra casse di previdenza, assicurazioni e fondazioni e fondi pensione, tutti con un’ottica di lungo termine. Fra questi, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, Previndai (fondo pensione dirigenti industriali), Inpgi (giornalisti), Inarcassa (ingegneri e architetti), Cassa Forense (avvocati), Enpam (medici).

«Lo abbiamo lanciato nel 2021 e registrato sottoscrizioni per 755 milioni di euro. Il fondo ha deliberato 28 operazioni per un valore complessivo di circa 915 milioni, di cui 26 già finalizzate», spiega Cornetti. «L’Irr medio atteso del fondo al 2034, anno di chiusura, è attorno al 7%, dividendi compresi, questo investimento si colloca in linea. Già dal 2025 ci aspettiamo di staccare cedola. Un’altra operazione importante che abbiamo fatto è la creazione di un cavo sottomarino per portare la fibra dalla Sicilia alla Liguria, un investimento da 90 milioni di euro. E’ il progetto UniTirreno realizzato con Unidata».

A break even già nel 2025

Quanto alle Terme de Montel, il piano industriale, messo a punto da Massimo Caputi, presidente di Terme & Spa Italia, «è di arrivare a break even già nel 2025 e di toccare i 30 milioni di ricavi nel 2026 con 250.000 clienti, di cui il 40% turisti e circa 200 lavoratori nel complesso». Al centro del progetto, in linea con l’obiettivo Esg del fondo di Azimut, la sostenibilità ambientale: a breve sarà realizzato un parco da 140.000 metri quadrati, mentre il centro è dotato di pannelli solari sui tetti, tre vasche di raccolta dell’acqua piovana e un sistema di coperture per le vasche per una gestione efficiente della temperatura.

Il nuovo fondo di Azimut già in raccolta

E’ già in raccolta un altro fondo sempre sotto la guida del team di Cornetti, probabilmente con lo stesso gruppo di investitori istituzionali che ha caratterizzato il precedente. «Imprese per la crescita 3 sarà un veicolo di private equity con obiettivo di raccolta di 500 milioni di euro», conclude il manager, «entreremo nel capitale delle società con ticket da 30-50 milioni di euro. Il focus sarà la transizione energetica, quella digitale, la salute e il benessere». (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 26/03/2025 19:00
Ultimo aggiornamento: 26/03/2025 20:09
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