BusinessLe Americhe e il retail diretto spingono il gruppo Zegna (+11%)
Con un +22% di sviluppo nelle Americhe, che rappresentano ormai il 31% del mercato, il gruppo piemontese sfiora il miliardo di ricavi nei primi sei mesi dell'anno. E accelera nel secondo quarter, con il brand ammiraglio Zegna a +16,5%, Tom Ford a +4,5%, mentre Thom Browne dà i primi segnali del riassetto distributivo con un +2,7% organico
Le Americhe sono la nuova locomotiva per Ermenegildo Zegna group, quotato al Nyse, mentre la scelta di puntare sul retail diretto conferma la propria efficacia. Nel secondo trimestre il gruppo piemontese ha registrato ricavi per 517,1 milioni di euro, in crescita dell'11% a cambi costanti, accelerando rispetto ai mesi precedenti grazie al contributo di tutti e tre i marchi e, soprattutto, del brand ammiraglio Zegna.
Nei primi sei mesi dell'anno il fatturato ha così raggiunto 987,3 milioni di euro, in aumento del 6,4% a cambi correnti e del 9,3% su base organica, avvicinandosi alla soglia del miliardo.
Il marchio Zegna ha chiuso il trimestre con ricavi pari a 324,3 milioni di euro, in crescita del 16,5% su base organica. Segnali positivi arrivano anche da Tom Ford Fashion, che avanza del 4,5 nel trimestre (7,1% organico), mentre Thom Browne mette a segno un progresso organico del 2,7%, confermando i primi effetti del riassetto della distribuzione wholesale. Anche se i lavori in corso sono necessari.
«Sono particolarmente orgoglioso di comunicare che, nel trimestre appena concluso, i ricavi del gruppo sono cresciuti dell'11% su base organica, con un'accelerazione progressiva in tutti i nostri brand», spiega Gildo Zegna, presidente esecutivo del gruppo. «Alla base di questa performance vi è la forza del nostro approccio orientato al cliente, che ha sostenuto una crescita organica del 17% nel canale direct-to-consumer e un'espansione a doppia cifra per tutti i brand».
A sostenere la performance è soprattutto il canale direct-to-consumer, che cresce del 17,3% su base organica raggiungendo 410,9 milioni di euro. Una dinamica che riflette la strategia del gruppo di privilegiare un modello «retail first» e il rapporto diretto con la clientela.
Dal punto di vista geografico, il trimestre è stato trainato dalle Americhe, mentre la Greater China ha proseguito il percorso di rafforzamento già emerso nei mesi precedenti.
Gildo Zegna ricorda l'evento Villa Zegna organizzato a Los Angeles, definendolo «un'ulteriore occasione per avvicinarci ai nostri clienti e condividere con loro un modello che affonda le proprie radici nella nostra autentica legacy, e trova forza nella nostra straordinaria filiera italiana».
Guardando agli altri marchi del portafoglio, Zegna ha aggiunto: «Sono inoltre soddisfatto dei progressi di Thom Browne e Tom Ford Fashion. I loro risultati rafforzano la nostra fiducia nella strategia intrapresa. Sappiamo di essere solo all'inizio di un percorso sul quale continueremo a lavorare con pazienza e disciplina, convinti che il valore si costruisca nel tempo».
Sul fronte delle aspettative, il consenso degli analisti resta costruttivo. Secondo le stime, il gruppo Ermenegildo Zegna dovrebbe chiudere il 2026 con ricavi intorno ai 2 miliardi di euro e un utile per azione (Eps) di circa 0,41 dollari. Anche il sentiment di Wall Street rimane positivo, con un giudizio medio compreso tra «Buy» e «Moderate Buy» e target price a 12 mesi concentrati tra 13 e 14 dollari per azione (in linea con il corso attuale), con le valutazioni più ottimistiche che arrivano fino a circa 15 dollari. Le attese riflettono la fiducia degli analisti nella capacità del gruppo di continuare a crescere grazie alla forza del marchio Zegna e alla tenuta della domanda, soprattutto nelle Americhe.
Per la seconda parte dell'anno il gruppo conferma la linea già tracciata. «Continueremo a concentrarci sulle nostre priorità, con la determinazione e la disciplina necessarie per trasformare le nostre ambizioni in risultati», conclude il presidente esecutivo. (riproduzione riservata)
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