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Le Americhe e i leather goods trainano il semestre di Hermès (+2%)

Il gruppo conferma la redditività nei primi sei mesi del 2026 con ricavi a 8,2 miliardi e un’accelerazione nel secondo trimestre, chiuso con vendite di 4,1 miliardi (+7%). Pelletteria e selleria, assieme a seta e tessile, guidano la crescita con un incremento del 10%

di Giada Speri
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Un look Hermès spring-summer 2027 (courtesy Hermès)
Un look Hermès spring-summer 2027 (courtesy Hermès)

Le Americhe e i leather goods trainano il primo semestre di Hermès, che archivia il periodo con ricavi a 8,2 miliardi di euro, in crescita del 2% a cambi correnti. In particolare, il secondo trimestre ha visto un’accelerazione, chiudendosi con vendite a 4,1 miliardi, pari a circa +7% a cambi costanti. Non solo le Americhe, ma anche il Giappone e l’Europa (esclusa la Francia) hanno registrato una crescita significativa sia nel primo che nel secondo trimestre.

L’utile operativo si attesta a 3,4 miliardi di euro, con un lieve aumento rispetto al 2025 e una redditività del 41% dei ricavi, nonostante l’impatto negativo dei cambi. Al contempo, l’utile netto è rimasto stabile a 2,2 miliardi. Al di là del contributo fiscale straordinario applicato alle grandi imprese in Francia, il risultato avrebbe raggiunto i 2,5 miliardi di euro, pari al 30,7% del fatturato.

Prosegue anche il rafforzamento dei flussi di cassa operativi aumentati del 16%, arrivando a 2,7 miliardi, grazie alla gestione efficiente del capitale circolante. L’adjusted free cash flow cresce del 18% (2,2 miliardi di euro), mantenendo il gruppo in una posizione finanziaria che equivale a 12,9 miliardi, rispetto ai 12,8 di fine 2025.

Dal punto di vista geografico, tutte le aree hanno registrato una crescita, a eccezione del Medio Oriente che risulta in lieve flessione (-4%). L’Asia ha visto un aumento del 2%, trainata in particolare dalla Greater China e dalla Corea. Spicca la performance del Giappone con un incremento dell’11% e un’accelerazione nel secondo trimestre.

Le Americhe si confermano l’area più redditizia con una crescita del 15%, data dallo sviluppo equilibrato in tutti i Paesi. Anche l’Europa (Francia esclusa) è avanzata del 9%, mentre l’area transalpina ha avuto un leggero aumento dei ricavi del 2% con un’accelerazione nel secondo trimestre. 

Sul fronte delle categorie di prodotto vincono pelletteria e selleria, assieme a seta e tessile con +10%, ma tutti i mètiers hanno registrato una crescita, fatta eccezione per la parte beauty & frangrances (-4%). Per quanto riguarda il ready-to-wear e gli accessori si è verificato un aumento del 2% con un netto miglioramento nel secondo trimestre, mentre per jewellery e settore home un +5%. Infine, l’orologeria è rimasta stabile nel semestre, ma è cresciuta nel secondo trimestre. 

«Nei primi sei mesi del 2026 Hermès ha registrato una performance solida, che riflette la forte desiderabilità dei suoi 16 métiers e la fiducia dei clienti. Guardiamo con fiducia alla seconda parte dell’anno», ha commentato Axel Dumas, executive chairman del gruppo.

Nel periodo le oscillazioni valutarie hanno avuto un impatto negativo superiore a 360 milioni sui ricavi. Hermès international ha inoltre riacquistato più di 94 mila azioni per un valore di 160 milioni, al netto delle operazioni effettuate nell’ambito del contratto di liquidità.

Per il medio termine, Hermès conferma l’obiettivo di una crescita ambiziosa del fatturato a cambi costanti, nonostante un contesto caratterizzato da incertezze economiche e geopolitiche. Il gruppo guarda con fiducia ai prossimi esercizi, facendo leva sul proprio modello artigianale integrato, sulla rete distributiva bilanciata, sulle collezioni e sulla fedeltà della clientela. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 29/07/2026 11:21
Ultimo aggiornamento: 29/07/2026 11:44
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