BusinessLa strategia americana per Cavalli
«Non lo abbiamo acquistato per portarlo negli outlet», spiega a MFF Heath Golden, ceo di Marquee brands, gruppo da 5 miliardi che lo ha rilevato un mese fa. «I 32 store di oggi saliranno con espansione in Usa e Asia». Fausto Puglisi resta al design. «Un modello la capsule con Skims di Kim Kardashian»
«Non abbiamo acquistato Roberto Cavalli per portarlo negli outlet: resterà un brand luxury con un’anima milanese». Parola di Heath Golden, ceo di Marquee Brands, il gruppo americano che a maggio ha acquisito la maggioranza della maison fiorentina dal gruppo real estate emiratino Damac. Fondata nel 2014 dal colosso della gestione patrimoniale Neuberger Berman, che amministra globalmente oltre 560 miliardi di dollari, Marquee Brands oggi gestisce un portafoglio di 22 marchi, tra cui BcbgMaxAzria, Bruno Magli, Ben Sherman, e Laura Ashley, per un giro d’affari retail complessivo di circa 5 miliardi di dollari.
Un’operazione che arriva in una fase cruciale per il marchio. Secondo una visura del bilancio civilistico della Roberto Cavalli spa relativa alla sola Italia, la società ha chiuso il 2024 con una perdita salita a 23,3 milioni di euro, rispetto ai 20,3 milioni dell’esercizio precedente. A fronte di ricavi netti in crescita da 75,2 a 79,3 milioni di euro, il valore della produzione è sceso da 101,7 a 93,2 milioni, mentre la divisione licensing, un tempo uno dei pilastri della griffe, ha registrato un calo del 55%, fermandosi a 5,5 milioni di euro. La nuova governance di Roberto Cavalli sarà articolata su tre competenze complementari: Marquee brands, in qualità di azionista di maggioranza, guiderà la strategia globale del marchio, assicurandone la coerenza in tutte le categorie e in ogni punto di contatto con i consumatori. Tlg-The level group, partner operativo con sede a Milano, gestirà il cuore dell’attività moda grazie alla propria expertise nel design, nella produzione, nella distribuzione e nel retail. Damac apporterà invece il proprio know-how nell’immobiliare di altissima gamma e nelle esperienze alberghiere di lusso, sviluppando l’universo lifestyle legato al brand.

Perché avete scelto di investire proprio in Cavalli?
Roberto Cavalli è un marchio con una storia straordinaria, con codici creativi immediatamente riconoscibili e un forte potenziale internazionale. La nostra visione è costruire una crescita di lungo periodo, valorizzando ciò che rende il brand unico.
Uno dei timori del mercato è che come gruppo americano vogliate spingere a vendite in outlet in ottica downmarket?
No, non stiamo acquisendo il marchio per portarlo verso il basso. Al contrario, il nostro obiettivo è rafforzare il suo posizionamento luxury. Naturalmente bisogna costruire un modello di business sostenibile, ma questo deve avvenire in modo selettivo e coerente con l’identità del brand.
Qual è quindi la strategia di sviluppo?
Abbiamo una visione di lungo periodo. Non ci sono scorciatoie: vogliamo far crescere Roberto Cavalli nei luoghi dove un marchio luxury deve essere presente, aumentare il desiderio delle celebrity e dei clienti più sofisticati e valorizzare tutti gli elementi che rendono il brand distintivo.
Oggi quanti store monobrand avete? E a quanti puntate?
Attualmente Roberto Cavalli conta circa 32 negozi nel mondo. Nei prossimi anni la rete crescerà in modo significativo, con un focus particolare sugli Stati Uniti e sull’Asia, mercati dove il brand ha ancora un potenziale importante di sviluppo. Negli Stati Uniti oggi la presenza è ancora limitata, con un numero di boutique a singola cifra, mentre in Asia vediamo grandi opportunità di espansione. Continueremo comunque a rafforzare anche i mercati europei.
Fausto Puglisi resterà alla guida creativa?
Sì. Fausto Puglisi rimarrà al timone stilistico del brand. Ad oggi non prevediamo cambiamenti. Il suo lavoro è importante perché interpreta i codici di Roberto Cavalli mantenendo forte il legame con l’identità della maison.

La collaborazione con Skims di Kim Kardashian può rappresentare un modello per il futuro?
Collaborazioni di questo tipo mostrano come un brand storico possa dialogare con nuove generazioni di consumatori. L’importante è che ogni partnership sia coerente con l’identità del marchio e contribuisca ad aumentarne desiderabilità e rilevanza.
Marquee Brands continuerà anche il proprio percorso di acquisizioni?
Sì. Puntiamo a realizzare due o tre acquisizioni all’anno. Ma è altrettanto importante dedicare le giuste risorse ai marchi già acquisiti, per consolidarne il successo e svilupparne appieno il potenziale.
Qual è quindi l’ambizione finale per Roberto Cavalli?
La nostra ambizione è che Cavalli sia molto più grande di quanto sia oggi, ma attraverso una crescita costruita sul lusso, sull’autenticità e sulla forza dei suoi codici.(riproduzione riservata)
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