BusinessLa moda fa rotta su Porto Montenegro
Mentre il turismo traina il Paese balcanico muovendo 1,5 miliardi di euro, la sua marina extralusso con 80 boutique ospita l’8ª edizione dell’Iff-International fashion festival. In pedana le sfilate di Antonio Grimaldi, Weinsanto e Liwen Liang. «Qui creiamo business per brand e new gen», ha spiegato a MFF la fondatrice dell’evento, Vesna Mandic

Porto Montenegro vuole diventare un punto di riferimento per la moda globale. Il cavallo di battaglia della marina extralusso di Montenegro, situata nella cittadina costiera di Tivat, è l’Iff-International fashion festival, in scena fino a questa sera con la sua 8ª edizione. Se da un lato rimane centrale l’obiettivo dell’evento di attirare una nuova fetta di player dell’industria della moda e del lusso, facendo scoprire il potenziale commerciale del territorio, dall’altro è il turismo a fare la parte del leone, muovendo 1,5 miliardi di euro di business nel Paese dei Balcani occidentali, secondo l’Ocse-Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Nel dettaglio, le spese generate dai turisti stranieri costituiscono oltre la metà delle esportazioni complessive di servizi del Montenegro (54,6%), attraendo costantemente investimenti internazionali. E le prospettive a lungo termine sono molto positive per il World travel & tourism council, secondo cui il settore travel continuerà a registrare una crescita superiore rispetto all’economia generale, con un’espansione sostenuta dal miglioramento delle infrastrutture e dall’aumento della domanda per destinazioni e lifestyle alto di gamma. Solo Porto Montenegro ospita oggi 80 boutique di lusso, includendo nomi sempre più diversificati per le categorie fashion, gioielleria, orologi, design e nautica, come Zegna, Bottega Veneta, Bulgari e Rolex.
«Porto Montenegro attira una clientela da tutto il mondo altamente facoltosa, proprietari di yacht, collezionisti, clienti di moda interessati all’autenticità, alla personalizzazione e all’esperienza. Questo offre agli stilisti un’opportunità unica non solo per presentare le proprie collezioni, ma per instaurare rapporti diretti con potenziali acquirenti, retailer e partner, conferendo al festival una forte dimensione commerciale, accanto al suo valore culturale e creativo», spiega a MFF Vesna Mandic, founder e director di Iff, oltre che owner e ceo di Fabrika agency, l’ente organizzatore. Al suo fianco anche Sara Sozzani Maino, presidente onoraria di Iff e direttrice creativa di Fondazione Sozzani, e Giorgia Virzi, lead event advisor di Iff e alla guida della società di consulenza GV studio Milan.

«Il nostro obiettivo è che Iff diventi un appuntamento fisso del calendario internazionale della moda. Qui creiamo opportunità concrete di mercato per brand affermati ed emergenti», prosegue Vesna Mandic. Il programma vede protagoniste tre sfilate dedicate rispettivamente a innovazione, new generation e a una maison storica di haute couture. La prima giornata di venerdì 24 luglio ha visto l’opening ceremony e poi due talenti selezionati da Sara Sozzani Maino. Per l’Innovative designer fashion show c’è stato Liwen Liang, dello stilista e ceramista di Jingdezhen basato a Londra, mentre per il New generation designer fashion show è toccato alla label parigina Weinsanto, fondata da Victor Weinsanto. Questa sera il sipario si alzerà invece su Antonio Grimaldi, scelto per il Renowned international haute couture fashion show. La maison romana, guidata dallo stilista membro invitato della Fédération de la haute couture et de la mode, ha ampliato con successo negli ultimi anni il prêt-à-porter di lusso, affermandosi in città come New York e Parigi.
«Il dialogo tra aziende e nuove generazioni oggi è più importante che mai. Gli stilisti portano con sé conoscenza, esperienza, maestria artigianale e una profonda comprensione dell’industria globale della moda, mentre i giovani talenti apportano innovazione, coraggio, tecnologie e modalità differenti di comunicare con il pubblico. Questa connessione tra tradizione e futuro rappresenta uno dei valori portanti di Iff», conclude Mandic. «Ci aspettiamo di chiudere questa edizione con diverse centinaia di ospiti provenienti dal Montenegro e dall’intera regione dei Balcani occidentali, oltre che da Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Svizzera e Middle east». (riproduzione riservata)
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