BusinessL’Ue impone dazi fino al 67,6% sul nylon cinese
Bruxelles introduce misure definitive sulle importazioni di filati di poliammide dall’ex Celeste impero. Le sovrattasse riguardano un mercato da circa 400 milioni di euro e puntano a tutelare l’industria europea
La Commissione europea alza le barriere sul nylon cinese. A seguito di un’indagine antidumping avviata nel 2025, Bruxelles ha introdotto dazi definitivi sulle importazioni di filati di poliammide provenienti dalla Repubblica popolare cinese, con l’obiettivo di ristabilire condizioni di concorrenza più eque e tutelare l’industria europea. Le nuove misure prevedono sovrattasse comprese tra il 60% e il 67,6% e riguardano un comparto dal valore stimato di circa 400 milioni di euro
La decisione arriva dopo un’inchiesta avviata in seguito alle denunce del gruppo tedesco Lanxess e di un collettivo di aziende europee del nylon, che avevano accusato i concorrenti cinesi di praticare dumping, vendendo sul mercato comunitario a prezzi inferiori al valore reale del prodotto. Secondo Bruxelles, queste importazioni, sostenute da significativi aiuti statali, avrebbero causato un danno rilevante all’industria europea, erodendo le quote di mercato delle imprese locali.
Il settore coinvolto impiega direttamente circa 2.000 persone tra Croazia, Italia, Spagna, Romania e Slovenia. I filati di poliammide trovano impiego in numerosi ambiti industriali grazie alle loro elevate prestazioni e alla loro versatilità. Nel tessile, ad esempio, sono utilizzati per la realizzazione di capispalla, abbigliamento sportivo, lingerie, calze e costumi da bagno. (riproduzione riservata)
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