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L'Italia vieta l'allevamento per la produzione di pellicce

Approvato dalla commissione Bilancio del Senato un emendamento che vieta gli allevamenti di visoni, volpi, procioni, cincillà e altri animali per ricavarne fur. Brambilla: «Una vittoria attesa da anni»

di Rita Miele
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La fall 2021 di Fendi (ph. official website)
La fall 2021 di Fendi (ph. official website)

L'Italia si impegna sulla tematica del fur-free. Il Paese è pronto a vietare permanentemente l'allevamento di pellicce in tutto il paese e chiuderà i suoi 10 allevamenti di visoni rimasti entro sei mesi. Il Senato italiano ha votato per approvare una versione modificata di un emendamento alla legge di bilancio, che includeva lo storico voto. La prossima decisione finale sarà presa dal parlamento nelle prossime settimane, il che renderà l'Italia il 16° paese in Europa a concretizzare questa iniziativa. 

L'emendamento approvato prevede il divieto immediato di allevare animali da pelliccia, tra cui visoni, volpi, cani procioni e cincillà, e la chiusura di tutti gli allevamenti attivi in Italia entro giugno 2022. Include anche il risarcimento per gli allevatori, coperto da un fondo del Ministero dell'agricoltura per un totale di 3 milioni di euro nel 2022. Molti stilisti italiani hanno già aderito al trend, abolendo l'utilizzo di animal fur, tra cui, Valentino, Armani, Gucci, Prada e Versace.

«Questa è una vittoria storica per la protezione degli animali in Italia, e Hsi/Europa è orgogliosa che la nostra strategia di conversione degli allevamenti di pellicce abbia giocato un ruolo centrale nello smantellamento di questa industria nel nostro paese. Ci sono ragioni economiche, ambientali, di salute pubblica e naturalmente di benessere animale molto chiare», ha detto Martina Pluda, direttore di Humane society international in Italia. 

La proposta di conversione dei fur farming di Hsi/Europa è stata approvata dalla deputata italiana Michela Vittoria Brambilla, e dalla senatrice Loredana De Petris che ha presentato formalmente l'emendamento.

«Sono tre legislature che mi batto per arrivare a questo grande risultato, finalmente la vittoria», afferma Brambilla. «L’Italia è il ventesimo Paese europeo che introduce divieti o severe restrizioni a questa attività: meglio tardi che mai». (riproduzione riservata) 


Orario di pubblicazione: 22/12/2021 11:38
Ultimo aggiornamento: 22/12/2021 11:55
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