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Kering torna a crescere (+1%). Gucci batte le stime (-2%)

Il gruppo archivia il primo semestre con ricavi a 7,22 miliardi di euro, in accelerazione da aprile (+2%). La doppia G inverte la rotta con il retail a +7% nel secondo trimestre. Il debito netto si riduce da 8 a 3,3 miliardi. Il ceo Luca de Meo spiega: «Le misure adottate danno i primi risultati».

di Tommaso Palazzi
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Cindy Crawford in Gucci cruise 2027 (courtesy Gucci)
Cindy Crawford in Gucci cruise 2027 (courtesy Gucci)

Kering torna a vedere il segno più e archivia un primo semestre in miglioramento, con i primi effetti della cura impostata dal nuovo amministratore delegato Luca de Meo. Il gruppo francese chiude i primi sei mesi del 2026 con ricavi pari a 7,22 miliardi di euro, in crescita dell’1% a perimetro comparabile (-3% a cambi correnti), mentre il secondo trimestre accelera ulteriormente, registrando un +2% like-for-like e segnando il ritorno alla crescita.

Il miglioramento è diffuso e si riflette anche nella principale maison del gruppo. Gucci, ancora impegnata nella fase di rilancio, limita infatti il calo dei ricavi al 3%, ma soprattutto mostra una marcata accelerazione nel canale retail nel secondo trimestre, con un miglioramento di 7% rispetto ai primi tre mesi dell'anno. Un dato che il gruppo indica come il primo segnale concreto dell'efficacia delle iniziative commerciali e creative avviate negli ultimi mesi.

«Kering registra una performance migliore nel secondo trimestre, con il ritorno alla crescita dei ricavi», commenta l’amministratore delegato Luca de Meo. «In tutto il gruppo vediamo i primi segnali di progresso nella desiderabilità dei marchi, nel dinamismo commerciale e nella performance operativa. Il trimestre mostra anche un’accelerazione sequenziale, compresa Gucci, trainata dalle azioni intraprese negli ultimi mesi. I risultati del primo semestre dimostrano l'impatto positivo delle misure decise per rafforzare l’identità dei nostri marchi, semplificare l’organizzazione e aumentare l’efficacia del gruppo. Pur in un contesto di mercato ancora impegnativo, continuiamo a eseguire la nostra roadmap con disciplina e coerenza, creando le basi per una crescita sostenibile e per la creazione di valore nel lungo periodo».

Nel dettaglio, il secondo trimestre si chiude con ricavi per 3,652 miliardi di euro, in aumento dell'1% a cambi correnti e del 2% a perimetro comparabile, nonostante un effetto cambi negativo pari a circa un punto percentuale. Le vendite della rete retail diretta crescono del 2% su base comparabile, quattro punti in più rispetto al primo trimestre, mentre il canale wholesale e le altre attività aumentano del 3%.

Nel semestre il gruppo continua anche il piano di razionalizzazione della rete commerciale. Dopo le 75 chiusure nette realizzate nel 2025, Kering completa altre 84 chiusure nei primi sei mesi dell'anno, pari a circa il 5% della rete diretta esistente a fine dicembre, avvicinandosi all'obiettivo di 100 chiusure nette previsto per l’intero esercizio.

Sul fronte della redditività, l’utile operativo ricorrente raggiunge 921 milioni di euro, con un margine del 12,8% dei ricavi, in miglioramento di 40 punti base rispetto al primo semestre del 2025. L’utile netto di pertinenza del gruppo si attesta a 189 milioni di euro, mentre l’utile netto da attività correnti, al netto delle componenti non ricorrenti, è pari a 355 milioni.

Luca de Meo (courtesy Kering)
Luca de Meo (courtesy Kering)

Particolarmente significativo è anche il rafforzamento della struttura finanziaria. Nel semestre Kering genera un flusso di cassa operativo libero di 2,6 miliardi di euro, che si attesta a 1,8 miliardi escludendo gli elementi straordinari. Tra questi figurano 497 milioni derivanti dalle cessioni immobiliari e 300 milioni legati all’accordo su Gucci Beauty.

La forte generazione di cassa consente soprattutto di ridurre drasticamente il debito netto, che scende a 3,3 miliardi di euro dagli 8 miliardi registrati al 31 dicembre 2025, con un miglioramento di 4,7 miliardi in sei mesi. La posizione di liquidità raggiunge inoltre 8,5 miliardi di euro, beneficiando anche dei 4 miliardi incassati con il completamento della cessione di Kering Beauté a L'Oréal, finalizzata il 31 marzo scorso.

Per il gruppo francese i risultati confermano quindi che il piano di rilancio procede secondo le attese, con tutti i principali indicatori di esecuzione definiti «in linea o in anticipo» rispetto alla tabella di marcia e con i primi segnali di recupero operativo che iniziano a emergere anche in Gucci, il marchio più osservato dagli investitori. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 28/07/2026 18:02
Ultimo aggiornamento: 28/07/2026 18:33
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