BusinessKering corre in borsa (+17%), forte della ripresa di Gucci
Il titolo del gruppo francese guidato da Luca de Meo chiude la giornata in volata double digit a 292,5 euro per azione. Il mercato premia i segnali di ripresa del secondo trimestre, in particolare quelli legati al marchio ammiraglio che perde meno di quanto stimato dagli analisti
Giornata di grande slancio per Kering. Il titolo del gruppo del lusso guidato dal ceo Luca de Meo ha registrato una crescita double digit sulla piazza parigina, chiudendo la seduta a +17% a 292,5 euro per azione. A convincere il mercato è stato il miglioramento dei conti di Gucci, l’ammiraglia di Kering, che ha chiuso il secondo trimestre con una flessione dei ricavi limitata al 3%, rispetto al -5% previsto dagli analisti, con una marcata accelerazione nel canale retail in miglioramento del 7% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Un dato che il gruppo indica come il primo segnale concreto dell’efficacia delle iniziative commerciali e creative avviate negli ultimi mesi.
Il miglioramento di Kering si accompagna a quello di Lvmh che ha diffuso i dati nella giornata di lunedìe conferma i primi segnali di un turnaround nei bilanci del sistema moda.
Tornando ai conti del gruppo di Pinault, il secondo trimestre si chiude con ricavi per 3,652 miliardi di euro, in aumento dell’1% a cambi correnti e del 2% a perimetro comparabile, nonostante un effetto cambi negativo pari a circa un punto percentuale. Le vendite della rete retail diretta crescono del 2% su base comparabile, quattro punti in più rispetto al primo trimestre, mentre il canale wholesale e le altre attività aumentano del 3%.
Nel semestre il gruppo continua anche il piano di razionalizzazione della rete commerciale. Dopo le 75 chiusure nette realizzate nel 2025, Kering completa altre 84 chiusure nei primi sei mesi dell'anno, pari a circa il 5% della rete diretta esistente a fine dicembre, avvicinandosi all'obiettivo di 100 chiusure nette previsto per l’intero esercizio.
Sul fronte della redditività, l’utile operativo ricorrente raggiunge 921 milioni di euro, con un margine del 12,8% dei ricavi, in miglioramento di 40 punti base rispetto al primo semestre del 2025. L’utile netto di pertinenza del gruppo si attesta a 189 milioni di euro, mentre l’utile netto da attività correnti, al netto delle componenti non ricorrenti, è pari a 355 milioni. (riproduzione riservata)
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