BusinessIl mercato attende Kering. Analisti: «In borsa può recuperare il 18%»
In attesa della semestrale di martedì, gli analisti restano prudenti. Il rilancio di Gucci slitta a fine anno, mail deal con L’Oréal dà sponde al titolo. Il consensus è orientato sul rating hold e un prezzo obiettivo di 282 euro contro i 240 attuali
Riuscirà Luca de Meo a convincere il mercato? E Demna, con Francesca Bellettini, cambierà verso a Gucci? Un nuovo esame è atteso martedì, quando Kering presenterà i risultati semestrali. Gli analisti hanno già messo sul tavolo le loro carte. Il consensus fotografa una fase ancora delicata. l consensus fotografa una fase ancora delicata per il colosso guidato da François-Henri Pinault, con ricavi in stabilizzazione ma con la principale incognita rappresentata dalla ripartenza della maison fiorentina. Dopo un 2025 complesso, il mercato si attende un progressivo miglioramento sostenuto da maggiore disciplina sui costi e da margini operativi più resilienti.
Gruppo stabile, margini sotto pressione
A livello di gruppo, il primo trimestre si è chiuso con ricavi intorno a 3,57 miliardi di euro, stabili su base comparabile ma in calo del 6% a cambi correnti. Per il semestre gli analisti prevedono una pressione sulla redditività, con un margine operativo in contrazione intorno al 12%, circa 36 punti base in meno rispetto all’anno precedente, a causa degli investimenti necessari per la riorganizzazione e il rilancio dei brand.
Il tema resta quello della capacità di Kering di trasformare la fase di transizione in una nuova traiettoria di crescita, dopo il rallentamento che ha caratterizzato il gruppo negli ultimi trimestri.
Gucci resta il vero banco di prova
Il vero ago della bilancia resta però Gucci. La maison rappresenta ancora il principale asset di Kering e il suo andamento condiziona direttamente la percezione del gruppo sui mercati finanziari. Per il secondo trimestre il consensus indica un calo dei ricavi del 5%, in miglioramento rispetto alle flessioni dei trimestri precedenti (-8%/-14%), con una stima sull’intero anno ancora negativa intorno al -3%. Sul fronte dei margini arriva però un elemento positivo: gli analisti prevedono un Ebit di Gucci in leggero aumento al 16,3% nel semestre, sostenuto soprattutto dai programmi di efficienza e dal controllo dei costi più che da una vera accelerazione delle vendite.
Il titolo ha un upside potenziale del 18,7%
Sul fronte finanziario prevale la prudenza. Kering quota circa 238,80 euro alla Borsa di Parigi, con un rating medio Hold/Neutrale. Il prezzo obiettivo medio degli analisti è di 282,25 euro, pari a un potenziale rialzo del 18,7%. La distanza tra gli scenari resta tuttavia ampia: il target minimo è fissato a 175 euro, mentre quello più ottimista arriva a 360 euro.
Su 24 analisti monitorati, 17 raccomandano di mantenere il titolo, 4 indicano un acquisto e 3 una vendita.

Barclays prudente, Morningstar vede valore
Le letture degli istituti restano differenti. Barclays mantiene un approccio cauto, sottolineando i rischi legati ai tempi della ripresa di Gucci, pur riconoscendo il contributo positivo del contenimento dei costi sugli utili.
Morningstar guarda invece al potenziale di lungo periodo, evidenziando valutazioni depresse rispetto alla storia del titolo e il valore globale del marchio Gucci. Citi ed Equita restano prudenti sulle tempistiche del recupero, soprattutto alla luce della debolezza dei consumi in Cina e in Asia.
La partita per Kering è quindi ancora aperta. Il mercato non cerca solo una stabilizzazione dei conti, ma segnali concreti che il nuovo corso targato de Meo, con Demna alla creatività e Bellettini sul fronte manageriale, possa trasformare Gucci da principale criticità del gruppo a nuovo motore della crescita. (riproduzione riservata)
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