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Il lusso ritrova equilibrio, per Bain-Altagamma nel 2026 mercato atteso fino a 373 miliardi

È la stima degli analisti per i beni personali, mentre la spesa globale dovrebbe ammontare tra i 1.440 e 1.470 miliardi di euro, stabilizzandosi dopo la fase di turbolenza. Crescono gli Stati Uniti, rallenta l’Europa. Second hand, Ai e sponsorship sportive ridisegnano le strategie dei brand

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Da sinistra, Claudia D'Arpizio e Federica Levato presentano il Bain-Altagamma luxury goods worldwide market study (ph Federica Camurati)
Da sinistra, Claudia D'Arpizio e Federica Levato presentano il Bain-Altagamma luxury goods worldwide market study (ph Federica Camurati)

Il mercato del lusso globale si sta stabilizzando. Ma non si tratta di un ritorno ai vecchi ritmi, piuttosto dell’emergere di un ritmo nuovo. Parola di Bain & company, secondo i cui esperti il settore sta entrando nella seconda metà del 2026 con fondamentali più solidi rispetto agli ultimi esercizi, pur continuando a confrontarsi con un contesto segnato da instabilità geopolitica, volatilità economica e cambiamenti nei comportamenti di consumo. È quanto emerso dall’aggiornamento di metà anno del Bain-Altagamma luxury goods worldwide market study, presentato questa mattina all’hotel Portrait a Milano, che fotografa un settore in progressiva stabilizzazione dopo una lunga fase di assestamento. Se nel 2025 la spesa mondiale per il lusso ha raggiunto quota 1.443 miliardi di euro, per il 2026, secondo lo scenario base elaborato dagli analisti, il mercato dovrebbe attestarsi tra 1.440 e 1.470 miliardi di euro, con una crescita compresa tra lo 0% e il 2% a cambi costanti.

«Che sarebbe dello 0-4% se escludessimo il comparto delle automobili di lusso», precisa Claudia D’Arpizio, senior partner e responsabile globale moda e lusso della società di consulenza. Segnali di maggiore equilibrio arrivano anche dal segmento dei beni personali di lusso, che dopo i rallentamenti registrati negli ultimi trimestri mostra indicazioni di stabilizzazione. Nello scenario più probabile il mercato potrebbe chiudere l’anno in una forchetta compresa tra 365 e 373 miliardi di euro (+2-4%). «In generale siamo ottimisti sul settore e siamo confident su queste previsioni, anche se abbiamo rivisto leggermente al ribasso le stime rispetto all’anno scorso alla luce del conflitto in Medio Oriente e della riduzione della spesa turistica dei consumatori americani, che continuano a viaggiare in Europa ma sono scoraggiati da un cambio poco conveniente», sottolinea D’Arpizio.

A caratterizzare l’attuale fase è una crescente divergenza geografica. Gli Stati Uniti tornano infatti a rappresentare il principale motore della crescita, sostenuti dalla forza dei marchi domestici e dall’interesse delle generazioni più giovani. Più complessa invece la situazione in Europa e Medio Oriente, aree che continuano a frenare la performance complessiva del comparto. «In Medio Oriente si sono registrati tassi di decrescita molto forti, che tuttavia dopo un primo trimestre molto negativo di stanno stabilizzando verso un calo low-double digit», illustra Federica Levato, senior partner e responsabile Emea fashion & luxury di Bain & company. «Il Giappone è in recupero, sia per la base di confronto più facile sia perché il consumatore locale ha ricominciato ad avvicinarsi ai prodotti di lusso. Inoltre, c’è l’influenza positiva dei viaggiatori coreani».

Parallelamente, il divario tra vincitori e vinti del lusso si riduce rispetto a un anno fa. Circa il 60% dei player del settore registra infatti risultati superiori all’esercizio precedente, un dato che suggerisce un graduale ritorno alla normalità dopo le forti polarizzazioni osservate nel recente passato. La trasformazione riguarda però soprattutto il consumatore. Oggi un cliente su due consulta il mercato del second hand prima di procedere all’acquisto di un prodotto nuovo, mentre il 50% usa strumenti di Intelligenza artificiale lungo il proprio percorso d’acquisto. Un’abitudine destinata a consolidarsi, considerando che quasi tutti gli utilizzatori dichiarano l’intenzione di continuare a ricorrervi. Anche il marketing evolve rapidamente. Le sponsorizzazioni sportive si confermano uno dei principali strumenti di costruzione della notorietà e della rilevanza dei marchi. Oltre l’80% del valore complessivo del mercato del lusso è oggi rappresentato da aziende che hanno investito in attività sportive negli ultimi dodici mesi.

«Bain & company ci ha ricordato che per il 2026 la crescita prevista per il lusso in generale è moderata, salvo il lusso esperienziale previsto in crescita del 4%. Come Altagamma abbiamo il compito di sostenere questa crescita, ricordando l’importanza del nostro comparto come locomotiva del Paese», ha dichiarato la nuova presidente di Fondazione AltagammaGiovanna Vitelli. «Le aziende Altagamma contribuiscono tre volte di più alla crescita del Pil, generano cinque volte più occupazione e versano un ammontare di tributi mediamente 300 volte superiore. Non solo, le nostre aziende incarnano la tradizione culturale del nostro Paese, del suo saper vivere e del suo saper fare. Sostenere la crescita del lusso significa anche sostenere il tramandarsi della manifattura made in Italy, altro caposaldo dell’impegno di Altagamma nel prossimo triennio. L’alto di gamma italiano è un patrimonio di tutti, che deve essere riconosciuto, tutelato e promosso». (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 25/06/2026 13:25
Ultimo aggiornamento: 25/06/2026 16:34
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