BusinessL’impero Sinner vola oltre gli 80 milioni
Il tennista 24enne altoatesino porta a casa circa 4,2 milioni di euro come compenso per la vittoria del trofeo londinese, incrementando così il suo già ricco business che corre spedito verso i 100 milioni di euro. Oltre ai montepremi per le competizioni, pesano le sponsorizzazioni di lungo termine con Gucci, Nike e Rolex e il patrimonio immobiliare

Il business di Jannik Sinner vola sempre più in alto, colpendo nel segno come uno dei suoi migliori ace. La stella italiana del tennis, grazie alla sua seconda vittoria consecutiva a Wimbledon, celebrata domenica dopo una combattuta partita contro il tedesco Alexander Zverev, incassa 3,6 milioni di sterline (pari a circa 4,22 milioni di euro al cambio di oggi) e porta la sua spa a superare gli 80 milioni di euro tra premi, sponsor e investimenti.
Il super montepremio del tennista è legato a un’edizione record del torneo inglese, che quest’anno ha messo in palio 64 milioni di sterline (quasi 75 milioni di euro), una cifra superiore del 20% rispetto allo scorso anno. Questo è stato il più grande aumento a livello annuale nella storia di Wimbledon che nel 2027 festeggerà i suoi 150 anni.
Grazie alla serie di vittorie incamerate nel 2026, il tennista 24anne altoatesino apre così una nuova fase del suo percorso sportivo, aumentando il peso dei contratti con i brand internazionali. Da un lato ci sono le vittorie messe a segno nel corso dell’anno, tra cui gli Internazionali di Roma. Dall’altro, i contratti commerciali. A partire da quello con Nike, sponsor tecnico del campione, che vale circa 150 milioni di dollari per un decennio di liaison. Per rimanere in ambito moda, spiccano anche quelli con Gucci, ben impressi nella mente di tutti ci sono i borsoni logati GG con cui scende in campo ad ogni partita, e con Rolex che ha usato il suo polso per sponsorizzare preziosi segnatempo. A questi si aggiungono i numerosi deal che spaziano dal food, con Lavazza e De Cecco, ai settori delle telecomunicazioni con Fastweb e delle banche con Intesa Sanpaolo, solo per citarne alcuni.

A suon di break point e di campagne milionarie, la crescita economica dell’impero del tennista altoatesino è stata rapida. Nel 2020, i primi quarti di finale raggiunti al Roland Garros gli fruttarono 283 mila euro. Nel 2024 Sinner conquistò Australian Open e US Open e guadagnò complessivamente 26,6 milioni di dollari (23,2 milioni di euro), una cifra mai raggiunta prima da un tennista italiano. Nel 2025 ha continuato a ottenere risultati importanti, conquistando anche il secondo titolo consecutivo a Melbourne e il primo Wimbledon. Sempre lo scorso anno, a Roma ha sfiorato il titolo contro Carlos Alcaraz incassando oltre 500mila euro. Così Sinner, archiviato il ritiro al Roland Garros, potrà godersi un’estate da numero uno.
Proprio questa settimana, l’azzurro ha festeggiato l’80esima settimana in testa alla classifica, incrementando il vantaggio sul rivale Carlos Alcaraz, fermo per l’infortunio al polso dal mese di aprile e oggi scavalcato al secondo posto da Zverev.
Da Berrettini a Cobolli fino a Musetti, scatta la golden age dei tennisti italiani
Non solo Sinner. Il tennis italiano sta vivendo la sua golden age, con il fiorire di una serie di campioni come non se ne vedevano da tempo. Da Matteo Berrettini a Flavio Cobolli, da Lorenzo Musetti a Jasmine Paolini i riflettori sono accesi su una nuova generazione di talenti della racchetta.
E se Sinner si piazza sul podio anche in termini di guadagni, meritevoli di attenzione sono anche alcuni dei suoi colleghi. Il secondo italiano nel ranking Atp è Flavio Cobolli: il finalista dello scorso Roland Garros, nel 2026 ha già guadagnato 3,2 milioni di euro grazie, soprattutto, alla finale nel torneo francese e alla vittoria nel torneo di Acapulco. Diventato pro nel 2020, Cobolli finora ha guadagnato 8,4 milioni di dollari (circa 7,3 milioni di euro).
Lorenzo Musetti è attualmente infortunato e non ha potuto partecipare né al Roland Garros né a Wimbledon ma si posiziona comunque alla 15esima posizione della classifica Atp. Diventato pro nel 2019, Musetti nella sua carriera ha guadagnato 15,3 milioni di euro, vincendo due titoli (i tornei di Napoli e Amburgo). Nel 2026 il montepremi si attesta a 961 mila dollari (841 milioni di euro).

Il tennista romano Matteo Berrettini è stato, prima dell’avvento di Sinner, la grande speranza di tutti gli appassionati di tennis. Ancora si ricorda la sua cavalcata a Wimbledon nel 2021, interrotta solo in finale dalla leggenda Novak Djokovic. Da qualche anno, Berrettini sta lottando con gli infortuni e il suo ranking (51esimo) non rappresenta il vero potenziale del giocatore classe 1996. Diventato pro nel 2015, e con 10 titoli vinti, Berrettini nella sua carriera ha guadagnato 14,7 milioni di dollari (circa 12,8 milioni di euro). Una cifra che lo posiziona solamente dietro a Sinner e Musetti.
Il loro volto è stato presto rubato anche dalla moda. Lorenzo Musetti è legato a Bottega Veneta, Matteo Berrettini a Boss mentre Flavio Cobolli al suo sponsor tecnico On ma più volte si è presentato in occasioni pubbliche vestito da Brunello Cucinelli. (riproduzione riservata)
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