BusinessFrasers accelera su Hugo Boss e propone Michael Murray come ceo
Dopo aver superato la soglia opa del 30%, il gruppo britannico starebbe valutando di affidare il timone della maison tedesca al proprio amministratore delegato. Scade oggi il periodo iniziale di adesione all’offerta
Dopo aver rafforzato la propria presa sul capitale di Hugo Boss, Frasers group inizia a pensare alla governance. Secondo quanto riportato dal The times, il gruppo britannico starebbe valutando diverse opzioni per affidare al proprio amministratore delegato, Michael Murray, la guida della maison tedesca, mentre prosegue il tentativo di acquisizione della società.
La scorsa settimana Frasers ha acquistato 2.549.900 azioni del brand tedesco attraverso l’esercizio di opzioni put, pari a una quota del 3,69%, portando la sua partecipazione complessiva a 20.897.361 azioni, equivalenti al 30,28% del capitale sociale e dei diritti di voto. Il superamento della soglia del 30% fa scattare, secondo la normativa tedesca, l’obbligo di lanciare un’offerta pubblica di acquisto sull’intero capitale.
In realtà, il gruppo britannico aveva già anticipato questa eventualità. Lo scorso giugno aveva lanciato un’opa volontaria a 38 euro per azione, con l’obiettivo di incrementare la propria partecipazione nella società. Il periodo iniziale di adesione all’offerta, approvata dall’autorità tedesca Bafin, scade oggi, 27 luglio.
Negli ultimi anni il gruppo fondato dal miliardario Mike Ashley ha progressivamente incrementato la propria partecipazione. Parallelamente, Michael Murray, genero di Ashley e ceo di Frasers, è entrato nel consiglio di sorveglianza di Hugo Boss, pur senza partecipare alle deliberazioni relative all’opa per evitare conflitti di interesse.
La resistenza, tuttavia, resta forte. Tra gli azionisti storici figura ancora la famiglia Marzotto, che detiene una quota del 14% del marchio tramite le società Pfc e Zignago holding, che secondo diverse indiscrezioni non avrebbe intenzione di cedere la propria partecipazione.
Nei giorni scorsi, il board e il consiglio di sorveglianza di Hugo Boss avevano invitato gli azionisti a non aderire all’offerta, giudicando il corrispettivo «inadeguato dal punto di vista finanziario». Una valutazione supportata anche dai pareri esterni di BofA-Bank of America e Goldman Sachs.
Il prezzo proposto da Frasers, inoltre, si colloca ben al di sotto dei livelli ai quali lo stesso Daniel Grieder, ceo di Hugo Boss, ha acquistato azioni della società negli ultimi anni (circa 56 euro per azione nel gennaio 2023 e quasi 59 euro nel gennaio 2024). Alla guida della maison dal 2021, il manager ha ribadito la fiducia nella strategia del gruppo, sottolineando che il brand dispone di «una strategia ben definita, un solido profilo finanziario e un convincente percorso di creazione di valore nel lungo termine». (riproduzione riservata)
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