BusinessFast retailing accelera nei nove mesi. Utile netto a +25,6%, ma pesa il cambio di valuta
Profitti record per la società che controlla la catena di abbigliamento giapponese Uniqlo grazie alla solidità della domanda. Il risultato operativo è di circa 730 miliardi di yen
Risultati superiori alle attese per Fast retailing. I primi nove mesi dell’esercizio fiscale sono sostenuti dalla crescita internazionale di Uniqlo. Il gruppo giapponese ha registrato un utile netto in progressione del 25,6% e i ricavi sono consolidati a 3,07 trilioni di yen (pari a circa 16,57 miliardi di euro al cambio di oggi) confermando il buon andamento del business globale e inducendo il management a rivedere in aumento le previsioni dell’intero esercizio.
Buona performance anche dell’utile operativo, che è salito del 33,6% a 592,7 miliardi di yen (pari a circa 3,2 miliardi di euro). Per l’anno fiscale, che si chiuderà ad agosto, il retailer stima il reddito operativo di 730 miliardi di yen (pari a circa 3,94 miliardi di euro) rispetto ai 700 miliardi (circa 3,78 miliardi di euro) indicati ad aprile. Si tratterebbe del quinto esercizio consecutivo con risultati record, grazie soprattutto alla performance internazionali del marchio di abbigliamento Uniqlo.
A livello internazionale, il brand ha registrato un balzo dei ricavi del 25,9% e dell’utile operativo del 45,4%, con crescita a doppia cifra in Corea del sud, sud-est asiatico, India, Australia, Nord America ed Europa e un incremento a doppia cifra dei profitti anche nella great China. Uniqlo Japan ha invece registrato ricavi in crescita dell’8,3% e un utile operativo salito del 15,1%. Il marchio Gu, invece, con al timone creativo Francesco Risso, ha chiuso questi nove mesi con ricavi a 265,6 miliardi di yen (pari a circa 1,43 miliardi di euro) e un ebit a +28%.
Alla luce dei risultati, Fast Retailing ha rivisto al rialzo le stime per i mesi passati, portando la previsione di ricavi consolidati a 3,97 trilioni di yen (circa 21,46 miliardi di euro), ovvero +16,7%, l’utile operativo a 710 miliardi di yen (+28,8%) e l’utile netto a 500 miliardi di yen (+15,5%). Confermato anche il dividendo annuale a 640 yen per azione (circa 3,46 euro), in aumento sull’esercizio precedente.
Nonostante lo sguardo positivo, non è da sottovalutare l’indebolimento dello yen, elemento di pressione sui costi nel mercato che potrebbe tradursi in un rallentarsi della redditività in Giappone. Per Takeshi Okazaki, cfo di Fast retailing, potrebbero esserci aumenti del prezzo del 4% per i prodotti delle collezioni autunno-inverno.
Tra gli altri fattori che hanno interessato l’Europa, ci sono sicuramente le ondate di calore con ripercussioni sull’affluenza nei negozi. Ma anche le tensioni geopolitiche hanno un forte peso sulla logistica internazionale. (riproduzione riservata)