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Debora Massari, nuovo assessore alla moda di Regione Lombardia: «Ripartiamo dalla filiera»

La politica e imprenditrice spiega a MFF le prossime mosse a favore del sistema fashion. Dal lancio di due bandi rivolti alla supply chain per 3,7 milioni fino all’ascolto delle aziende e alla promozione dell’artigianato tra le giovani generazioni. «Crediamo nell’unione pubblico e privato»

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Un ritratto dell'assessore Debora Massari (courtesy Regione Lombardia)
Un ritratto dell'assessore Debora Massari (courtesy Regione Lombardia)

Due bandi rivolti alle imprese lombarde della moda per supportare una filiera che conta 80 mila addetti per 300 mila realtà, capaci di generare oltre 10 miliardi di euro di fatturato. Questa è la prima mossa di Debora Massari alla guida dell’assessorato al Turismo, marketing territoriale e moda di Regione Lombardia, dopo il suo insediamento nell’ottobre 2025. Massari, con una laurea in scienze e tecnologie alimentari e con una vasta esperienza nel settore del turismo e nel marketing territoriale, ha in programma anche una serie di visite sul territorio nell’ottica di ascoltare le esigenze degli stakeholder e di promuovere il lavoro artigianale tra i giovani. «Crediamo sia fondamentale la collaborazione tra pubblico e privato. Ripartiremo dalla filiera», ha spiegato in questa intervista a MFF Debora Massari.

Assessore Massari, qual è lo spirito con cui si è approcciata a questa sfida?

L’approccio è sempre stato lo stesso che ho avuto negli anni, durante i miei precedenti incarichi. Sono sempre partita dall’ascolto sia dei territori, per quanto riguarda il turismo, sia dall’ascolto degli stakeholder piuttosto che dei giovani stilisti per quanto concerne il mondo della moda. Penso che, solo cominciando da qui, si possano comprendere le esigenze di ciascuno e di conseguenza sia possibile mettere in atto misure utili. Crediamo molto nel connubio tra pubblico e privato, nel sostegno reciproco.

Nel settore moda si è spesso evidenziata l’assenza di un rapporto pubblico-privato. Ora invece sembra che ci sia un reale impegno da parte delle istituzioni.

C’è la forte volontà di iniziare a far sì che questi due mondi si intreccino sempre di più, perché uno non può vivere senza l’altro. Partendo da questo concetto, abbiamo già iniziato a collaborare con Cnmi fashion trust e con White. Abbiamo avuto modo di vedere quanti giovani possano essere inclusi in questo mondo. Il nostro dovere, per costruire il futuro del settore, è spiegare l’importanza della gavetta, del percorso di esperienze da maturare e la valorizzazione del saper fare artigiano.

In che modo vi state muovendo sulla promozione del lavoro manuale?

In collaborazione con l’assessorato allo Sviluppo economico stiamo cercando di costruire un racconto per far capire sia agli insegnanti sia ai genitori il valore dell’artigianato. Stiamo ponendo l’attenzione sull’intera filiera. Ciò che ci interessa è raccontare il prodotto dall’inizio alla fine, perché la Lombardia vale un terzo di tutto il settore della moda italiana.

Quali sono i numeri della Regione per quanto riguarda il settore moda?

La Lombardia conta 30.000 aziende della moda, quasi 80.000 addetti e genera un fatturato di oltre 10 miliardi di euro. È la prima regione in Italia a cubare così tanto.

Quali sono le azioni concrete che avete in pipeline?

Sono usciti due bandi sulla moda. Da un lato, il bando Tertium, finanziato dal Pr Fesr 2021-2027, attivo fino al 7 settembre, dall’altro la nuova misura dedicata ai voucher di accelerazione. Il bando Terzium è il primo in Italia ad appoggiare i terzisti in questo modo. Mette a disposizione 3,5 milioni di euro per le pmi con sede operativa in Lombardia e almeno due bilanci depositati, interessate ad avviare un percorso di sviluppo strutturato e innovativo. Il contributo copre fino al 60% delle spese ammissibili, per un massimo di 150 mila euro, a fronte di un investimento minimo pari a 60 mila euro. Il voucher di accelerazione prevede invece una dotazione di 270 mila euro (l’80% a fondo perduto) a valere su risorse regionali e sostiene le imprese che scelgono di intraprendere un percorso di accelerazione presso strutture accreditate, con l’obiettivo di rafforzare competenze manageriali e strategiche, affrontare le sfide specifiche del proprio stadio di crescita e migliorare il posizionamento competitivo sul mercato.

Oltre a Milano ci sono tante realtà in Lombardia legate alla moda. Come le racconterete?

Attraverso social credibili con un testimonial spendibile che racconterà non solo i territori, ma entrerà nei mondi di eccellenza. Dalla cultura alla moda, dal design al beauty.

Avete pensato di istituire un premio?

È una cosa che stiamo valutando, magari rivolto ai giovani. Sarebbe interessante anche riuscire a dislocarlo non solamente a Milano ma in tutti i dodici capoluoghi della Lombardia, dove ci sono bellissime realtà.

Quali sono i prossimi step?

Durante questo mese avremo diversi incontri con aziende di moda per vedere direttamente tutti i processi. Vogliamo fare sistema. Crediamo tantissimo nel fare squadra, il grande deve guidare il piccolo. Ripartiremo dalla filiera. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 03/07/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 06/07/2026 19:06
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