BusinessDa Corinaldesi ai Marzotto, un pool di investitori italiani è pronto a rilevare Luisaviaroma
Il via libera all’acquisizione del ramo d’azienda da parte della newco Lvr srl è arrivato dal Tribunale di Firenze. L’offerta comprende la maggior parte degli asset e dovrebbe essere perfezionata entro la fine del 2026. Nella cordata industriale anche Gian Luca Sghedoni, Ettore Riello e Luca Poggi
Luisaviaroma ha trovato il suo cavaliere bianco. Il gruppo di investitori italiani guidato da Paolo Corinaldesi, ex ad di Woolrich e attuale ceo di Filson, ha infatti ottenuto il via libera dal Tribunale di Firenze per rilevare, attraverso la newco Lvr srl, la società fiorentina di e-commerce che aveva richiesto l’accesso alla procedura di concordato semplificato, prevista dalla legge come strumento per evitare la liquidazione.
Come anticipato da MFF, la Lvr srl è stata costituita dalla cordata industriale per portare a termine l’operazione, che prende avvio con la sottoscrizione di un contratto di affitto del ramo d’azienda, che consente alla società di assumere immediatamente la gestione operativa del business assicurandone la continuità. Primo passaggio di un percorso che prevede, al completamento dell’iter autorizzativo e giudiziario, la successiva acquisizione definitiva, entro la fine del 2026, del ramo d’azienda.
Oltre a Paolo Corinaldesi, il pool comprende la famiglia Marzotto, l’imprenditore Gian Luca Sghedoni (ceo di Litokol), Ettore Riello (direttore generale di Riello) e Luca Poggi, socio fondatore di Poggi & associati, come emerso martedì sulla stampa internazionale e confermato a MFF dai portavoce di Luisaviaroma.
L’offerta comprende la maggior parte degli asset di Luisaviaroma, incluse le attività online e i negozi fisici, oltre ai quasi 200 dipendenti (a cui si aggiungono quasi 200 altri impegnati nella logistica), allo stock, alla tecnologia e ai marchi, mentre resta escluso il punto vendita di New York, che ha chiuso i battenti. L’operazione consentirà di assicurare la continuità dell’attività per la stagione autunno-inverno 2026/27, preparando il terreno al rilancio del business, per cui i nuovi investitori stimano un giro d’affari al 2027 tra 120 e 140 milioni di euro, in calo rispetto ai ricavi del full year 2025, compresi tra 280 e 300 milioni di euro.
Nel nuovo assetto, il ceo di Luisaviaroma, Tommaso Andorlini, manterrà l’incarico, mentre Corinaldesi assumerà quello di presidente esecutivo. Il progetto «va oltre il rilancio» dello storico retailer, spiegano gli investitori. L’obiettivo è infatti quello di «costruire una piattaforma capace di integrare selezione, contenuto, tecnologia ed esperienza fisica, sostituendo il volume con la selezione e la semplice distribuzione con una direzione riconoscibile», sottolineano in una nota.
«Vogliamo costruire una società solida, indipendente e internazionale, capace di produrre non soltanto distribuzione, ma selezione, cultura e direzione», ha commentato Corinaldesi. «La nuova compagine assicura capitale, governance e una prospettiva di lungo periodo, elementi indispensabili per ricostruire valore in modo sostenibile», ha aggiunto. «Non intendiamo semplicemente tornare sul mercato, ma tornarvi con un punto di vista», gli ha fatto eco Andorlini. «La priorità operativa sarà ristabilire piena fiducia con brand, fornitori e clienti, mantenendo una rigorosa disciplina, ma anche introducendo una forte componente di innovazione».
Nel dettaglio, l’e-commerce resterà il cuore operativo di Luisaviaroma, evolvendo progressivamente in una piattaforma editoriale e culturale. Al centro del progetto vi sarà l’evoluzione dell’infrastruttura tecnologica e del modello digitale, con una progressiva trasformazione da catalogo transazionale a piattaforma digitale personalizzata. Anche la selezione dei brand sarà più curatoriale, con una rinnovata attenzione alla ricerca e ai talenti emergenti e una maggiore integrazione tra prodotto, contenuto editoriale, dati e tecnologia. Il negozio di via Roma a Firenze diventerà l’espressione fisica di questa trasformazione.
L’operazione rappresenta l’ultimo passaggio di un lungo processo di ristrutturazione aziendale. Un anno fa, Luisaviaroma aveva infatti annunciato un piano di riduzione dei costi, che aveva comportato la chiusura degli uffici di Milano. Ad agosto, aveva richiesto misure di protezione al Tribunale e alla Camera di commercio con l’obiettivo di garantire la continuità dell’attività, cercando al contempo di ristrutturare il debito. Infine, a dicembre 2025, l’uscita del fondo di private equity Style capital, guidato da Roberta Benaglia e azionista di maggioranza, aveva affidato il business al ceo e azionista Andorlini, che aveva annunciato un piano per stabilizzare la società. (riproduzione riservata)
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