BusinessCredit Suisse, il 40% dei giovani verso l'addio al fast fashion
Gli analisti hanno intervistato un campione di 10mila under 40. Che in prevalenza giudica l'industria della moda insostenibile e prevede di ridurre il proprio consumo di capi di fascia bassa.
Il fast fashion potrebbe iniziare una fase di contrazione. A evidenziarlo è lo studio condotto da Csri-Credit Suisse research institute che si basa sulle risposte di 10mila persone in dieci Paesi, di età compresa tra 16 e 40 anni.
Più del 40% dei consumatori intervistati considera l'industria della moda insostenibile e, in termini netti, una quota ancora maggiore prevede di ridurre il proprio consumo di capi di fascia bassa. Inoltre, I risultati del sondaggio indicano un rapido mutamento nelle preferenze dei consumatori per quanto riguarda le scelte di viaggio e trasporto nei prossimi anni: il 63% degli intervistati prevede di acquistare un veicolo elettrico/ibrido. Questa preferenza è ancora più marcata tra i giovani dei mercati emergenti, i consumatori con un'istruzione di livello bachelor o superiore, e i consumatori di età compresa tra 25 e 30 anni. Le preferenze riguardo agli spostamenti in aereo potrebbero invece cambiare più lentamente.
«È ormai noto che la generazione più giovane prende molto più sul serio le considerazioni in materia di clima rispetto alle generazioni precedenti, comprendendo e preparando la strada verso il cambiamento. Considerando che diventeranno i consumatori con il più alto livello di spesa nei prossimi decenni, è importante comprenderne i valori e le preferenze di consumo», ha osservato Eugène Klerk, responsabile Global esg & thematic research presso Credit Suisse.
Il rapporto prende in esame il cambiamento climatico dalla prospettiva dei consumatori, che costituiscono la causa principale tutte le emissioni. Sono stati esaminati il grado di coscienza ambientale e la disponibilità ad adottare uno stile di vita più sostenibile tra la giovane generazione. Stando alle stime, questo gruppo rappresenta oggi il 48% della spesa globale e potrebbe raggiungere il 68% entro il 2040.
Lo studio ha evidenziato che il livello di impegno per la tematica eco-friendly è nettamente più elevato tra i consumatori appartenenti al gruppo dei Millennials e della Generazione Z nelle economie emergenti rispetto a quelli che vivono nei Paesi sviluppati. Il sondaggio inoltre sotttolinea che in tutte le dieci aree geografiche, il 65%–90% dei young consumers si dice preoccupato o molto preoccupato per l'ambiente. Ma la fiducia in un futuro più sostenibile è bassa: meno del 30% ritiene infatti che gli obiettivi di lungo termine di lotta al cambiamento climatico verranno probabilmente raggiunti. Emerge inoltre la convinzione che per creare un mondo più sostenibile occorra educare maggiormente la clientela riguardo all'impatto ambientale di prodotti e servizi. (riproduzione riservata)