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Arizona Muse: «Il futuro della moda è nell’agricoltura rigenerativa»

La top model ha fondato Dirt, ente benefico dedicato alle pratiche di coltivazione bio dinamica. Obiettivo è fornire una maggiore disponibilità di materie prime sostenibili per il sistema produttivo fashion

di Giorgia Cantarini
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Arizona Muse (ph. Shope Delano)
Arizona Muse (ph. Shope Delano)

Dopo essere stata il volto delle più importanti maison, la top model Arizona Muse è ora una fervente attivista della moda conscious e vede una soluzione al cambiamento climatico nell’agricoltura rigenerativa, che ha ispirato la fondazione della sua charity Dirt. Lanciata a giugno 2021, Dirt è dedicata alla pratica dell’agricoltura rigenerativa nota come agricoltura bio-dinamica, un metodo di rotazione delle colture privo di sostanze chimiche che promuove la biodiversità e ripristina l'equilibrio dei nutrienti nel suolo. Una transizione di successo alle pratiche bio-dinamiche potrebbe significare una maggiore disponibilità di materie prime sostenibili all’interno dell’industria della moda. Come ha spiegato la stessa Arizona Muse in questa intervista a MFF.

Quali sono tutti i motivi per cui hai fondato Dirt?

Con Dirt, che è il mio ente di beneficenza, mi occupo di combattere la grave crisi climatica di questo momento puntando sulla «cura» del suolo. Tutto il suolo intorno a noi è stato degradato dall’agricoltura chimica o dalle pratiche minerarie o dall’inquinamento ed è stato così contaminato. Un terreno rigenerato è in grado di immagazzinare più acqua e di assorbire una maggiore quantità di anidride carbonica dall’aria. Dirt promuove l’agricoltura rigenerativa, non solo perché è un modo di coltivare tutto ciò di cui abbiamo bisogno in maniera bio come il cibo, ma anche per produrre seta, lana, pelle e cotone, che sono tutti tessuti che indossiamo.

Nel concreto qual è il ruolo dell’ente?

Sostenere la transizione di aziende agricole convenzionali, il recupero di foreste e terreni degradati e incoraggiare la revisione delle politiche economiche e industriali. Attualmente supportiamo la transizione delle miniere in Uganda, aiutando la comunità ad adottare pratiche rigenerative, in UK stiamo fornendo supporto per ricostruire una supply chain di lana bio-dinamica.

Cosa si può fare oltre alla rigenerazione del suolo?

Dovremmo piantare molti più alberi, anche se non hanno sempre un impatto positivo sull’ambiente. Per non compromettere la biodiversità devono essere piantati alberi di specie autoctona.

Collabora con i brand di moda per collezioni sostenibili?

Collaboro con marchi di moda sostenibile per creare capsule collection, intere collezioni di prodotti sostenibili o per sostenere progetti. L’ultima co-lab con Anya Hindmarch, la collezione ReturntoNature, per ogni borsa che è zero waste e biodegradabile, una parte dei proventi verrà donata a supporto di Dirt. Il più grande cambiamento è modificare il nostro comportamento d’acquisto, leggere le etichette, informarci, fare ricerca e soprattutto riflettere su come abbiamo speso i nostri soldi. Perché quando pensiamo di aver fatto un affare, quasi sicuramente significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. (riproduzione riservata)

Mff - Numero 248 pag. 3 del 16/12/2021
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