BusinessAntoine Arnault: «Lvmh investe sull’Italia»
«Nel Paese impieghiamo 18 mila dipendenti e abbiamo destinato tra 300 e 500 milioni l’anno», spiega il manager. Che svela la sesta edizione di Les journées particulières, con cui dal 16 al 18 ottobre aprirà le porte di 65 siti in 11 Stati. Su Armani dice: «Essere citati nel suo testamento è un onore». Mentre con i fratelli lavora al futuro del gruppo

«Dopo la Francia, il nostro secondo cuore è in Italia. Condividiamo capacità e visione della manifattura e del lusso», spiega sorridendo Antoine Arnault all’ultimo piano del flagship store di Fendi, tra gli artigiani al lavoro. L’occasione della sua visita lampo a Milano è la sesta edizione di Les Journées Particulières, che dal 16 al 18 ottobre aprirà al pubblico 65 siti d'eccellenza di 46 maison del gruppo Lvmh in 11 Paesi, di cui otto in Italia.
Antoine Arnault, 49 anni, secondo dei cinque figli dell’imprenditore francese Bernard Arnault, aggiunge: «Queste giornate sono nate su richiesta degli stessi artigiani che lavorano per il gruppo. Non è facile avvicinare i giovani ai mestieri dell’eccellenza, convincerli che il lavoro manuale può essere il loro futuro. Tanto più oggi, mentre tutti parlano di intelligenza artificiale, che però non potrà mai sostituirli». Arnault è ceo di Christian Dior Se, la holding che controlla il 42% di Lvmh, ed è responsabile dell’immagine e della sostenibilità del gruppo, che ha chiuso l’ultimo esercizio con ricavi per 80,8 miliardi di euro e presenterà a fine mese i risultati del primo semestre.
Perché tre giorni per celebrare il lavoro manuale?
Sono un momento importante per riportare l’attenzione sul patrimonio di savoir-faire, sugli artigiani e sui mestieri della mano. Al di là dei cicli della moda e delle performance dei singoli marchi, tutto torna sempre al prodotto, all’atelier e alle persone che lo realizzano. Senza artigiani non esistono né prodotti né maison.
Serve a svelare il potenziale di un lavoro nel settore?
È una sfida demografica. Tutti parlano del calo delle nascite, noi guardiamo anche al calo di interesse verso i mestieri della mano. Sono professioni affascinanti, durature e con un grande futuro.
L’intelligenza artificiale cambierà il lusso?
La utilizzeremo per rendere più efficienti alcune attività, dalla logistica all’amministrazione fino agli aspetti legali. Ma non sostituirà mai la creatività né gli artigiani, che rappresentano il nostro patrimonio più prezioso. E nemmeno la nostra comunicazione.
Come ha cambiato il lusso il modello Lvmh?
Non penso a Lvmh come a un conglomerato, ma come a una famiglia di maison che beneficiano dell’appartenenza al gruppo. Possiamo offrire i migliori fornitori, i migliori talenti e una rete internazionale. Ma ogni marchio mantiene la propria identità: il cliente entra da Louis Vuitton o da Loro Piana, non entra da Lvmh.
Quanti dipendenti avete?
Abbiamo una responsabilità enorme verso oltre 210 mila dipendenti diretti, che con l’indotto toccano quasi 500mila persone. È una responsabilità che prendiamo molto seriamente e che ci spinge a ragionare sul lungo periodo.

Giorgio Armani vi ha citato nel testamento tra i candidati per la sua azienda. Cosa ne pensa?
Mio padre ha sempre avuto grande stima per Giorgio Armani e la nostra famiglia lo conosceva bene. Mia sorella Délphine lo incontrava spesso per parlare del settore e dell’avvenire. Siamo onorati di essere stati menzionati nel suo testamento e vedremo quali saranno i prossimi sviluppi.
Qual è la ricetta per mantenere l’equilibrio in una famiglia che guida un gruppo così grande?
Le dinamiche sono quelle di tutte le famiglie. Ci frequentiamo, ci parliamo sempre, non solo di business. Ora anche di calcio, soprattutto da quando abbiamo investito nel Paris FC.
Come vede Lvmh tra dieci anni?
Continueremo a cercare di creare i prodotti più belli, investendo nel savoir-faire, nella qualità e nell’innovazione. Nostro padre ci ha insegnato a ragionare sui prossimi 50 anni, non sui prossimi cinque. Il futuro del lusso sarà sempre legato alla materia, all’artigianato, alle esperienze e alle relazioni umane. (riproduzione riservata)
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