BusinessAl Tavolo moda del 15 luglio atteso il ministro francese Martin. Roma e Parigi rilanciano il dialogo sulla filiera
L'incontro si svolgerà mercoledì alle ore 10 nella sede del Mimit. Al centro il confronto tra i due sistemi produttivi, il Piano Italia per la moda e i principali dossier aperti del comparto, dall'ultra-fast fashion al credito d'imposta per il design
Dopo oltre sette mesi dall'ultima riunione del 15 dicembre, torna a riunirsi il Tavolo nazionale della moda. L'appuntamento è fissato per mercoledì 15 luglio alle ore 10 nella sede del Mimit-Ministero delle imprese e del Made in Italy, dove il ministro Adolfo Urso presiederà l'incontro che avrà come ospite il ministro delegato per l'Industria francese, Sébastien Martin. Una presenza che conferma la volontà di rafforzare il dialogo tra le due principali manifatture europee della moda in una fase particolarmente delicata per il settore.
La prima parte della riunione sarà dedicata proprio alle interconnessioni tra i sistemi produttivi italiano e francese e alle possibili forme di cooperazione industriale. Un confronto che arriva mentre le filiere dei due Paesi sono sempre più integrate, sia sul fronte della produzione sia su quello degli investimenti, e condividono molte delle sfide poste dalla concorrenza internazionale, dalla transizione digitale e dalla crescente pressione esercitata dai colossi dell'ultra-fast fashion.
Nella seconda parte del Tavolo saranno invece illustrati gli aggiornamenti sul Piano Italia per la moda, il pacchetto di misure con cui il governo intende sostenere la competitività della filiera. L'ultima riunione plenaria, lo scorso 15 dicembre, aveva confermato uno stanziamento complessivo di 250 milioni di euro destinati al comparto, articolati tra contratti di sviluppo, mini contratti di sviluppo, incentivi per la transizione ecologica e digitale e interventi per favorire la sostenibilità delle imprese.
Tra i provvedimenti già annunciati figurano i 100 milioni destinati ai mini contratti di sviluppo, con la soglia minima di accesso abbassata a un milione di euro per rendere lo strumento più accessibile alle piccole e medie imprese, oltre al rafforzamento del Piano Transizione 5.0, del Fondo di garanzia per le pmi, della Nuova Sabatini e degli strumenti dedicati alla valorizzazione delle fibre tessili naturali e riciclate.
Sul tavolo restano tuttavia numerosi dossier ancora aperti. Il primo riguarda la normativa contro il caporalato nella filiera della moda, tema che continua a essere al centro del confronto tra istituzioni e associazioni di categoria dopo le inchieste che negli ultimi mesi hanno interessato alcuni importanti marchi del lusso. Parallelamente prosegue il lavoro sulle misure europee e nazionali per contrastare l'espansione dell'ultra-fast fashion, considerata una delle principali minacce alla competitività dell'industria manifatturiera europea sia sul piano economico sia su quello ambientale.
Il settore attende inoltre sviluppi sul fronte fiscale. Nel corso dell'ultima riunione Urso aveva confermato l'intenzione del governo di prorogare anche per il 2026 il credito d'imposta per design e ideazione estetica, prevedendo un aumento dell'intensità dell'agevolazione dal 5 al 10%, misura ritenuta strategica dalle imprese per sostenere ricerca creativa e sviluppo delle collezioni.
Tra le priorità figurano anche il rafforzamento degli strumenti finanziari dedicati alla filiera, sviluppati insieme a Cassa depositi e prestiti e Sace, attraverso basket bond, fondi rotativi e nuovi strumenti di sostegno agli investimenti, con particolare attenzione alle aziende di piccole e medie dimensioni, oggi tra le più esposte alla contrazione dei consumi internazionali e all'incertezza geopolitica.
La presenza del ministro francese Martin aggiunge infine una dimensione europea al confronto. Italia e Francia rappresentano infatti i due principali poli continentali della moda e del lusso e condividono la necessità di rafforzare politiche industriali comuni per difendere la competitività delle filiere produttive, promuovere innovazione e sostenibilità e affrontare in maniera coordinata le nuove sfide regolatorie che attendono il comparto. (riproduzione riservata)
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- Quali sono le principali aziende quotate in borsa nel settore della moda e del lusso in Italia e Francia?
- Cosa si intende per "basket bond" e come può sostenere le piccole e medie imprese della filiera?