BusinessAdidas scivola sull’utile e in borsa perde l’11%
Il margine operativo è stato inferiore alle attese a causa soprattutto delle spese di marketing legate alla Coppa del mondo di calcio. Il colosso tedesco raggiunge comunque 6,74 miliardi di euro di fatturato (+14%), proprio grazie al torneo. «Il business è stato incredibilmente forte», commenta il ceo Bjørn Gulden, che alza le stime per l’intero esercizio
Adidas chiude un secondo trimestre record ma il mercato la punisce. Nonostante i risultati superiori alle stime sul fronte dei ricavi, il titolo ha reagito negativamente alla pubblicazione dei conti, arrivando a perdere il 18% alla Borsa di Francoforte, la maggiore flessione intraday mai registrata dal gruppo, per poi chiudere in calo dell’11%. A pesare sulle quotazioni non sono state le vendite, ma un utile operativo inferiore alle aspettative degli analisti, penalizzato dall’aumento degli investimenti marketing legati ai Mondiali Fifa 2026.
Tra aprile e giugno, il colosso tedesco dello sportswear ha registrato ricavi pari a 6,74 miliardi di euro, il livello trimestrale più elevato della sua storia, con una crescita del 14% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo del 2025. La performance è stata sostenuta dalla forte domanda globale e dall’effetto trainante dei Mondiali Fifa 2026, durante i quali Adidas ha venduto quattro volte più maglie rispetto alla precedente edizione del torneo e il doppio dei palloni ufficiali.
Il business sportivo del gruppo è cresciuto del 39%, grazie in particolare a calcio e running, mentre il canale direct-to-consumer ha messo a segno un incremento del 25%, con progressioni a doppia cifra in tutti i mercati.
«Il business nel trimestre è stato incredibilmente forte», commenta il ceo Bjørn Gulden, sottolineando come il risultato evidenzi la solidità del brand e dell’offerta prodotto in un contesto ancora caratterizzato da volatilità economica.
Sul fronte geografico, Adidas ha registrato una crescita diffusa con il Nord America a +17%, la Cina a +15%, il Giappone e la Corea del Sud a +18%, i mercati emergenti +12%, mentre l’America Latina si è confermata l’area più dinamica con un incremento del 28%. Più contenuta la crescita in Europa, principale mercato del gruppo, dove i ricavi sono saliti del 6%, in un contesto ancora caratterizzato dall’incertezza dei consumatori e da un’elevata pressione promozionale.
A livello di prodotto, l’abbigliamento è stato il vero protagonista. Le vendite della categoria sono balzate del 35%, raggiungendo 2,72 miliardi di euro, mentre gli accessori hanno registrato un aumento del 20%. Più moderata la crescita delle calzature, salite dell’1% a 3,5 miliardi di euro.
Nonostante un incremento di 212 milioni di euro degli investimenti marketing legati alle campagne e alle attivazioni dei Mondiali, Adidas ha migliorato la redditività. Il margine lordo è salito di 0,8 punti percentuali, attestandosi al 52,5%, mentre l’utile operativo è cresciuto del 5% a 574 milioni di euro. Il dato, tuttavia, è risultato inferiore alle stime degli analisti, che prevedevano un risultato operativo intorno ai 620 milioni di euro, spingendo il titolo al ribasso in borsa.
L’utile netto da attività continuative è invece aumentato del 6%, raggiungendo 398 milioni di euro.
Nel primo semestre del 2026, il gruppo ha raggiunto ricavi per 13,3 miliardi di euro, in crescita del 14% a cambi costanti, e un utile operativo di 1,28 miliardi, pari a un margine del 9,6%.
Sul fronte della governance, Adidas ha inoltre annunciato un cambio ai vertici finanziari. Birgit Kretschmer entrerà nel comitato esecutivo dal 1° settembre e assumerà il ruolo di chief financial officer alla fine dell’anno, succedendo a Harm Ohlmeyer, che ha deciso di non prolungare il proprio mandato oltre la scadenza attuale. Ohlmeyer, in Adidas da quasi trent’anni e cfo del gruppo dal 2017, ha collaborato con Gulden e il consiglio di sorveglianza alla definizione del piano di successione.
Alla luce dei risultati, Adidas ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero esercizio. Si attende ora una crescita dei ricavi compresa tra il 9% e il 10%, rispetto alla precedente indicazione di un aumento high single digit, confermando invece l’obiettivo di un utile operativo intorno ai 2,3 miliardi di euro. (riproduzione riservata)
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