Etf sulle potenzialità delle small caps
Dws mette a disposizione la strategia a bassa capitalizzazione con la massima diversificazione mondiale
Tra gli ultimi listing sul mercato italiano si segnala l’Etf Xtrackers Msci World Small Cap. L'investimento mira a riflettere il rendimento dell’indice Msci World Small Cap, che permette di esporsi ad un paniere estremamente diversificato di società a piccola capitalizzazione globali. Chi sceglie questo sottostante decide di puntare sul fattore Size, ovvero escludere dal portafoglio le azioni di società a grande capitalizzazione (comprese la mega-caps tecnologiche), a favore del rischio idiosincratico rappresentato dai titoli minori. Può essere una scelta utile per diversificare un portafoglio azionario già ben strutturato.
Le small cap sono aziende con capitalizzazione tra 150 milioni e 20 miliardi di dollari, che storicamente hanno generato rendimenti superiori rispetto alle large cap: negli ultimi 25 anni, l’indice MSCI World Small Cap ha avuto un rendimento annuo del 9,1% contro il 7,2% dell’MSCI World, con una volatilità maggiore (18,3% vs 15,7%). Il rapporto rendimento/rischio resta comunque favorevole (0,50 vs 0,46). Questo premio si è manifestato anche in Europa e nei mercati emergenti, con le small cap che hanno sovraperformato le large cap su orizzonti lunghi
Le small cap sono spesso aziende innovative, leader di nicchia, con una crescita degli utili superiore di 1-3% annuo rispetto alle large cap. Sono anche più sensibili ai cicli economici: tendono a recuperare più rapidamente dopo le crisi e beneficiano maggiormente delle fasi di espansione e di politiche monetarie accomodanti. Inoltre, le small cap sono più esposte all’aumento dei tassi a causa della maggiore leva finanziaria e della quota di debito a tasso variabile. Periodi di rialzo dei tassi hanno storicamente penalizzato le small cap, mentre le fasi di easing monetario hanno favorito la loro ripresa.
Le small cap hanno anche una maggiore esposizione ai mercati domestici rispetto alle large cap (es. Russell 2000 vs Russell 1000 negli USA, MSCI Europe Small Cap vs MSCI Europe). Questo le rende meno vulnerabili alle tensioni sul commercio globale.
L’indice offre esposizione diversificata a ad aziende di piccola capitalizzazione quotate in tutti i mercati sviluppati, riuscendo a coprire 23 Paesi, con l’esclusione degli emergenti. L'indice di Msci è un ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta secondo il metodo free-float, e copre circa l’14% della capitalizzazione di mercato totale; viene rivisto con cadenza trimestrale ed è molto più diversificato di altri benchmark più noti. Infatti, può contare su 3850 componenti, rispetto, ad esempio, ai 1320 del Msci World. L’Etf adotta però la replica a campionamento.
Guardando al portafoglio dell’Etf, gli Usa pesano circa il 60%, seguono Giappone al 12,5%, Eurozona al 10,2%, Canada al 4,2%, etc. La massima diversificazione è confermata anche dai singoli pesi dei titoli, con i primi componenti che si fermano allo 0,2-0,3%. Interessante il breakdown settoriale: le aziende industriali valgono il 19% circa, i finanziari il 21%, i beni di consumo e la tecnologia si fermano entrambi all’11% circa, in linea alle società health care. Ter limitato allo 0,25% annuo. (riproduzione riservata)