Xtrackers punta ad un sapiente mix corporate
L'emittente tedesco rende disponibile un sottostante in dollari a cavallo tra bond high yield e classici corporate
Il contesto attuale dei rendimenti obbligazionari globali obbliga l’investitore che punta a rendimenti di una certa magnitudo ad esporsi a specifici rischi. Di tasso, di cambio, di credito, a seconda dei casi. L’avidità dei rendimenti di mercato dell’area euro è infatti ancora mortificante, e la pressione verso l’alto dei rendimenti di mercato che si svilupperà nei prossimi anni potrà altro che annullare i rendimenti, ma togliere valore al nominale oggi investito. L’ultimo listing di X-Trackers, iBoxx USD Corporate Bond Yield Plus, si inserisce perfettamente in questo quadro di scetticismo affiancato da timori, relativi a tutto ciò è quotato in euro con rating medio-alti. Le proposte degli Etf provider tendono così ad abbracciare sempre con maggior enfasi strategie di tipo carry, dove la volatilità del cambio si spera non sia in grado di annullare tutta la componente derivante dalle cedole che si incasseranno. Il deprezzamento del dollaro Usa partito circa un anno fa ha aperto scenari di incertezza in merito alla divisa nordamericana, ma sul fronte rendimenti si pare da un punto privilegiato rispetto all’area euro. Con il Bund decennale allo 0,65% e il Treasury Usa al 3%, è chiaro che il gioco non ale la candela per i sottostanti ancorati ai bond del vecchio continente. Il listing di X-trackers, che in questo caso ha scelto di replicare l’indice Markit iBoxx USD Corporates 1-20 Yield Plus Index, è aperto al rischio di cambio, e la scelta è più che plausibile considerando il costo odierno delle coperture valutarie. Essendo il costo – non esplicitato all’interno dei factsheet dei prodotti passivi- delle strutture con hedging determinato dal differenziale dei rendimenti a breve termine tra l’area euro e quella Usa, oggi tale onere è prossimo al 2,8% annuo, decisamente pesante da sostenere. Di fatto i prodotti con hedging vengono enormemente depotenziati dai tassi troppo bassi nell’area euro, e sino a che questa dinamica non si invertirà il vantaggio in termini di annullamento del rischio di cambio rischia di essere eccessivamente penalizzante. L’investimento di questo nuovo Etf mira a riflettere la performance dell’indice Markit iBoxx USD Corporates 1-20 Yield Plus Index, benchmark concepito per riflettere il rendimento dei titoli di debito negoziabili a più alto rendimento, denominati in dollari USA ed emessi da società con un rating compreso tra BB- e AAA secondo la classificazione delle principali agenzie di rating. L’Indice viene rivisto e ribilanciato ogni tre mesi. Interessante capire il posizionamento di questo indice in merito al rischio di credito, in quanto non si tratta di sottostante high yield. In quest’ultimo caso (per questo emittente di Etf) un prodotto high yield deve contenere obbligazioni a tasso fisso con un rating pari o inferiore a Ba1/BB+/BB+. Il X-Trackers iBoxx USD Corporate Bond Yield Plus è quindi in una fascia intermedia tra un classico sottostante corporate e un tipico high yield. Il rendimento attuale a scadenza dei titoli in portafoglio è allettante, pari al 4,4% annuo, sempre ovviamente in dollari Usa. Questo valore è raggiungibile attraverso il peso pari al 68% di titoli a rating BBB, affiancati da un peso al 6% di BB; mentre le obbligazioni con rating A valgono il 25% dell’indice, con quote irrisorie di posizionamenti superiori per il merito creditizio. A titolo di confronto, lo yield to maturity di un prodotto della stessa casa di tipo Usd corporate si ferma al 3,9%, mentre un sottostante high yield in dollari evidenzia il 6,4% di rendimento atteso. Interessante anche l’allocazione geografica degli emittenti di bond. I due terzi del paniere arrivano giustamente dagli US, seguiti dal 8% circa di Cina, 2,4% di UK, 2% di Francia, 1,6% circa per Russia, India e Svizzera. La scadenza media dei componenti dell'indice è altresì importante, il che porta ad una duration attuale vicina ai 7 anni. Il rendimento così elevato del portafoglio deriva quindi da un mix di rischio di credito (comunque accettabile), di tasso (duration alta) e di cambio (dollaro Usa). L’emittente ha scelto di seguire il trend della preferenza degli investitori verso la replica fisica, ed essendo l’indice composto da circa 1400 obbligazioni l’utilizzo dell’ottimizzazione del paniere è senza dubbio giustificato. (riproduzione riservata)