L’Etf che punta alla biodiversità
Ossiam propone un prodotto a gestione attiva che premia le aziende virtuose in merito ad alimentazione e agricoltura
L’ultima proposta indicizzata di Ossiam interessa il tema dell’alimentazione, con un occhio di riguardo all’approccio Esg. L’Etf da poco listato in Italia, Ossiam Food for Biodiversity, si appoggia ad una strategia quantitativa sul tema della biodiversità a livello globale, con l’obiettivo di ottenere una riduzione tangibile dell’impronta di biodiversità nel settore dell’alimentazione e dell’agricoltura. Si segnala innanzitutto che si tratta di un Etf a gestione attiva, dove l'universo d'investimento comprende società attive nel settore agricolo e alimentare dei Paesi sviluppati. All’interno del processo di selezione sono rappresentate tutte le fasi della catena di approvvigionamento alimentare, compresi agricoltura, produttori, retail, distributori, ristoranti e produttori di imballaggi alimentari. L'universo d'investimento iniziale è composto da circa 250 titoli ma il portafoglio dell’Etf ne contiene oggi 70, distribuiti nei diversi settori dell'industria alimentare, con i produttori di alimenti confezionati, i ristoranti e i punti vendita al dettaglio che rappresentano i settori con peso maggiore. In termini di classificazione settoriale l’attuale fotografia di portafoglio fissa i beni di consumo di base al 75%, rispetto al 25% di consumi ciclici. Il tema si inquadra in un mega-trend sotto gli occhi di tutti: la popolazione globale salirà a circa 11 miliardi entro la fine di questo secolo, e se gli attuali metodi di produzione alimentare e i regimi alimentari non saranno rivisti in modo sostanziale ci saranno probabilmente impatti ambientali, sociali e politici di grande portata. Fare attività di engagement con le società nei settori dell'alimentazione e dell'agricoltura è quindi per Ossiam un modo per dare un contributo positivo alle immense sfide ambientali che l'umanità deve fronteggiare in questa fase. Iceberg Data Lab è il data provider per questo Etf e attraverso il Corporate Biodiversity Footprint la società misura gli impatti più concreti generati sugli ecosistemi dalle aziende del settore alimentare e dalle loro catene di approvvigionamento e distribuzione. Tale indicatore permette agli investitori di valutare le aziende anche dal punto di vista ambientale, in particolare in merito al cambiamento di destinazione del suolo e al contributo alla deforestazione. Le società possono incrementare il proprio rating migliorando le pratiche nell’ambito di uno dei quattro fattori presi in esame: le emissioni di gas a effetto serra, l’utilizzo del suolo, le emissioni di ossidi di azoto derivante dalla produzione di fertilizzanti azotati, l'inquinamento dell'acqua dolce. La costruzione del portafoglio porta di norma a un fondo che prevede una riduzione intorno al 90% dell'impatto negativo in termini di biodiversità, equivalente a salvare 218 km² di habitat incontaminato ogni 100 milioni di dollari investiti, rispetto a un investimento classico. Il portafoglio ottenuto ha anche dei vantaggi nei rating relativi agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite rispetto al settore alimentare. Gli analisti Esg di Ossiam (appoggiandosi anche alla ricerca di Sustainalytics, Trucost, Iss) fanno così attività di engagement con le società selezionate all’interno del portafoglio per assicurarsi che identifichino, pianifichino e perseguano risultati tangibili nel raggiungimento di tre obiettivi primari: garantire la conservazione e l'uso sostenibile degli ecosistemi, limitare l'impatto sulla biodiversità e prevenire l'estinzione di specie minacciate, integrare le misure del cambiamento climatico nelle politiche, nelle strategie, nelle attività ed in termini di prodotti. Le società vengono inoltre selezionate attraverso filtri basati sulla liquidità e la capitalizzazione, in modo da avere in portafoglio aziende con un volume medio di scambi giornalieri superiore a 4 milioni di dollari e una capitalizzazione di mercato di almeno 1 miliardo di dollari. E l'esposizione massima ad un singolo emittente non deve superare il 7% del fondo. Il portafoglio viene ribilanciato su base annuale e se ne verifica la conformità ai requisiti Esg ogni tre mesi. Gli Stati Uniti valgono oggi il 45% del portafoglio, seguiti dal 13% di Regno Unito, 10% di Giappone, 6% di Svizzera, 5% di Francia, etc, con correlato rischio di cambio. Il Ter è stato fissato allo 0,75%, e Ossiam ha scelto di quotare in Italia la versione dell’Etf ad accumulazione dei proventi. (riproduzione riservata)