Nuovo Etf green da Ossiam
L’emittente francese propone un prodotto indicizzato che guarda ai bond in euro con filtri dipendenti dalle emissioni di Co2
Anche Ossiam, emittente specializzato in strategie smart beta, cavalca l’onda ESG proponendo un nuovo Etf che mira a scelte sostenibili. Non si tratta però del classico ambito azionario, ma del contesto obbligazionario, che sta a sua volta registrando un netto incremento di interesse da parte degli operatori di mercato. Ossiam propone così all’investitore italiano il primo prodotto indicizzato governativo, in euro, ponderato in base alle emissioni di Co2. L’Etf Ossiam Euro Government Bonds 3-5Y Carbon Reduction ha già ottenuto sottoscrizioni per 200 milioni di euro, grazie al fatto che replica la performance dell’indice ICE (Intercontinental Exchange) 3-5 Year Euro Government Carbon Reduction. Che mira a fornire un'esposizione alle obbligazioni governative della zona euro con scadenza compresa tra 3 e 5 anni che prevedono una riduzione sistematica dell’intensità di carbonio del portafoglio. La ponderazione dei singoli componenti del portafoglio è infatti dipendente dalle emissioni pro-capite dei diversi Paesi dell’Eurozona. D’altronde da ogni parte giungono segnali e inviti ad andare in questa direzione, a livello di Governi e di Banche centrali, dove l’area euro vanta in questo caso una posizione più convinta rispetto ad altre aree geografiche. L’integrazione del filtro Low Carbon produce deviazioni geografiche che sono limitate per garantire la rappresentatività dell’indice, affiancata da un meccanismo dinamico di riduzione dei rischi relativi permette al portafoglio di riallinearsi al benchmark nel caso gli spread tra la Germania e i maggiori Paesi periferici dell'Eurozona divergano velocemente. Nel dettaglio, la strategia utilizzata favorisce alcuni Paesi strutturalmente più efficienti sotto gli aspetti indagati (Francia, Italia, Spagna) a discapito di altri (Germania per esempio), ed induce quindi uno scostamento nell’allocazione geografica abbastanza marcato. Nei momenti di forte stress del mercato obbligazionario però, gli investitori tendono a ripiegarsi sui Paesi ritenuti più solidi economicamente (la Germania). Il meccanismo di ribilanciamento permette di correggere le divergenze geografiche in alcuni momenti di stress di mercato, posizionando il portafoglio più vicino al benchmark di mercato. Non appena le condizioni di stress sono normalizzate, il portafoglio può ritornare ad esporsi pienamente sui Paesi più efficienti. Questo meccanismo permette quindi di ridurre il drawdown che si subirebbe in fasi di stress di mercato, quando i paesi periferici vedono il loro spread sulla Germania aumentare in modo consistente. Piu nello specifico, alla fine di ogni mese si va a guardare lo spread medio tra Italia e Spagna sulla Germania. Se questa media é in un trend al rialzo accelerato il portafoglio finale sarà composto al 75% dal benchmark di mercato ed al 25% dal portafoglio che riduce l’impronta ecologica. Se invece lo spread é su livelli normali, il portafoglio finale sarà composto al 100% dal portafoglio che riduce l’impronta ecologica. La strategia consente una deviazione massima del 5% dell’esposizione a ciascun Paese rispetto al suo peso nel benchmark originario. Con un obiettivo di emissioni medie di CO2 inferiore del 30% rispetto all'universo investibile, sulla base dei dati pubblicati all’interno dell’EDGAR (Emission Database for Global Atmospheric Research) dell’Unione Europea. Si ottiene in effetti una riduzione annua del 12,6% in termini di tonnellate di CO2 pro capite rispetto al benchmark. Guardando alla composizione attuale dell’indice, si fotografano nel paniere 42 posizioni concentrate su un set limitato di Paesi. Spicca l’Italia, che permette peraltro di mantenere il rendimento a scadenza su livelli accettabili. Il Bel Paese vale infatti il 29% nell’indice, seguito dal 27% della Francia, dal 17% della Spagna, dal 15% della Germania e da queste inferiori di Portogallo e Lettonia. I componenti del portafoglio sono quindi titoli di Stato che concordano pienamente con le linee guida della Bce in relazione al programma Asset Purchase Programm, di cui il PEPP ne amplia i criteri di eligibilità. Da notare anche che l’indice di strategia che l’Etf replica non investe necessariamente in tutti i titoli dell’universo di investimento; ad agosto infatti l’indice di strategia conteneva 42 bond contro i 64 per il benchmark di mercato. L'Etf ha un Ter dello 0,17% ed è a replica fisica. L’estrema sicurezza è bilanciata da rendimenti a scadenza non allettanti, come evidenziato nella scheda a fianco. (Riproduzione riservata)