Lo yen è salito ai massimi delle ultime tre settimane contro il dollaro, giovedì 14 agosto, dopo che il Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha esortato la Federal Reserve e la Bank of Japan ad adeguare i tassi di politica monetaria. La maggior parte dei titoli di Stato giapponesi è scesa, mentre il mercato prezza ora un rialzo dei tassi in Giappone prima del previsto.
Il cambio dollaro-yen è sceso bruscamente dello 0,7% a quota 146,43, con lo yen in forte progresso rispetto alle principali valute, mentre i rendimenti dei titoli di stato giapponesi a 5 e 10 anni sono saliti di 3,5 punti base.
In un’intervista a Bloomberg TV, Bessent ha invitato la Fed a dare avvio a un ciclo di tagli del costo del denaro, sostenendo che il tasso di riferimento dovrebbe essere ridotto di almeno 1,5 punti percentuali. Ha inoltre sottolineato che la BoJ è in ritardo (dietro la curva) nel contrastare l’inflazione. Le osservazioni di Bessent sulla BoJ rappresentano un caso raro di critica diretta alla politica di una banca centrale estera. All’amministrazione Trump, carica di debito, non piacciono le valute deboli che rinforzano il dollaro e la mossa di Bessent va in questa direzione.
Le dichiarazioni hanno attirato l’attenzione dei mercati a Tokyo e sostenuto lo yen, spiega Akira Moroga, chief market strategist di Aozora Bank. La rottura al ribasso della soglia dei 147 yen per dollaro, in precedenza considerata un supporto chiave, potrebbe aver innescato ulteriori vendite della valuta statunitense, aggiunge.
Il rendimento titolo decennale governativo è salito intanto all’1,55%. Secondo Katsutoshi Inadome, senior strategist di Sumitomo Mitsui Trust Asset Management, le parole di Bessent hanno alimentato le speculazioni su un rialzo dei tassi da parte della BoJ prima del previsto, spingendo gli investitori a vendere i bond in portafoglio.
L’Overnight index swap ora indica una probabilità del 64% di un aumento dei tassi entro dicembre, rispetto al 56% di mercoledì. Un sondaggio Bloomberg indica che il 42% degli economisti si aspetta un rialzo a ottobre, mentre un terzo lo prevede per gennaio, nessuna mossa è invece attesa nella riunione del 19 settembre. (riproduzione riservata)