In seguito ai record registrati ieri in occasione della chiusura, a mezz'ora dall'avvio delle contrattazioni Wall Street procede in maniera contrastata: l'indice Dow Jones prosegue in rialzo dello 0,5% a quota 23.956 punti, mentre il Nasdaq Composite arretra dello 0,34% a 6.888 punti.
Il sentiment degli investitori ruota attorno alle parole di Janet Yellen di fronte al Congresso. Il governatore uscente della Federal Reserve ha confermato che l'istituto continuerà ad alzare i tassi in modo graduale, non rilasciando commenti riguardo alla riunione del Fomc del 12 e 13 dicembre prossimi. Il numero uno della Fed ha fornito una valutazione positiva della performance dell'economia statunitense durante la seconda metà dell'anno, spiegando che il braccio di politica monetaria della banca centrale "continua ad aspettarsi che incrementi graduali dei tassi saranno appropriati per sostenere un mercato del lavoro in salute e per stabilizzare l'inflazione intorno all'obiettivo di crescita annua del 2%".
Il problema principale per la Federal Reserve resta, infatti, il basso livello di inflazione: il dato non cresce come da target da cinque anni, un andamento definito in passato da Yellen un "mistero" e ieri una "sorpresa" da Jerome Powell, l'uomo che prenderà il suo posto dal prossimo febbraio e che ieri si è presentato al Congresso per la prima volta.
Nella sua testimonianza, Yellen ha aggiunto che "i recenti dati bassi dell'inflazione riflettono fattori transitori. Con il venire meno di questi fattori, mi aspetto che l'inflazione si stabilizzi intorno al 2% nel medio termine. Tuttavia è anche possibile che l'inflazione bassa di quest'anno possa riflettere qualcosa di più persistente". Si tratta, questo, di un concetto già espresso nelle settimane scorse. Alla Fed non resta che "monitorare attentamente i progressi attuali e attesi verso l'obiettivo" predeterminato.
Inflazione a parte, l'economia e il mercato del lavoro Usa sono "forti" e continueranno a rafforzarsi "sostenendo una crescita più rapida di salari e redditi". Il numero uno della Fed riconosce che le valutazioni nei mercati finanziari siano "alte in base a standard storici" ma che comunque "in generale, le vulnerabilità nel settore finanziario appaiono moderate". Inoltre, il sistema bancario "è ben capitalizzato" e gli indicatori che misurano il leverage e la crescita del credito "restano contenuti".
In merito alla riforma fiscale voluta dall'amministrazione Trump, il governatore uscente non ha rilasciato dichiarazioni ma ha suggerito al Congresso di attuare le riforme che possano aumentare la produttività e la partecipazione della forza lavoro.
Infine la Fed pubblicherá alle 20h00 il Beige Book, preparato per la riunione del Federal Open Market Committee di metà dicembre. Il rapporto, secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo, dovrebbe restare ampiamente positivo, con indicazioni di espansione diffusa sia tra settori che tra regioni. Il documento dovrebbe poi riportare scarsità di manodopera qualificata, ma sempre modeste pressioni verso l'alto per prezzi e salari.
Sul fronte macroeconomico, grande attenzione per il pil del terzo trimestre, rivisto al rialzo dal +3% al +3,3%, in accelerazione rispetto al +3,1% del periodo tra aprile e giugno. Il dato ha battuto il consenso degli economisti che si aspettavano una revisione al rialzo più modesta al +3,2%. Inoltre l'indice pending home sale Usa, elaborato dalla National Association of Realtors e che fa riferimento alla vendita di case esistenti per le quali è stato sottoscritto un contratto preliminare ma non ancora definitivo, è salito del 3,5% a livello mensile a ottobre attestandosi a 109,3 punti.
Tra i singoli titoli quotati a Wall Street, Tiffany lascia sul terreno lo 0,38% nonostante i risultati del terzo trimestre abbiano evidenziato vendite in aumento del 3% grazie alla forte domanda per i gioielli del gruppo.
Tonfo per Autodesk, che perde il 13,59%. Sul titolo della software house pesano il piano di ristrutturazione annunciato ieri e le previsioni sui ricavi del quarto trimestre inferiori alle stime.
Allergan in rialzo del 3,15% grazie alla promozione a overweight da parte di Morgan Stanley.
Bene AT&T (+1,89%) e Time Warner (+1,09%) che ieri hanno controbattuto alle accuse del dipartimento di giustizia Usa in merito alla fusione, spiegando che l'operazione da 85,4 miliardi di dollari favorirebbe la concorrenza e i consumatori.
Mentre Wal-Mart Stores beneficia della promozione di Rbc da "underperform" a "sector perform" e il titolo prosegue in rialzo dell'1,35%.