JP Morgan, Barclays e altre grandi banche d’affari di Wall Street hanno iniziato a scommette contro i fondi di private credit, in difficoltà da inizio anno a causa di una serie importante di richieste di riscatto.
Negli ultimi giorni gli istituti hanno fatto partire il trading dei credit default swap (Cds) su alcuni dei principali fondi di private credit gestiti da Blackstone, Apollo Global e Ares Management, secondo quanto scrive l’FT. In passato, JP Morgan, Barclays, Morgan Stanley e Citigroup avevano in portafoglio questi derivati, ma i volumi erano contenuti. Adesso gli scambi iniziano a moltiplicarsi.
Gli investitori possono acquistare Cds per puntare su un peggioramento del sentiment verso il private credit in generale, anche senza prevedere un vero e proprio default, dal momento che il valore di questi derivati aumenta con l’aumentare del rischio percepito. Lo sviluppo dei Cds sul private credit avviene in un momento delicato per l’industria dei prestiti privati alle imprese, che vale 2.000 miliardi di dollari ed è stata colpita da una crescente ondata di richieste di rimborso da parte degli investitori. A scatenare le vendite, la paura che il segmento del software (prestiti dei fondi alle imprese del settore) sia messo in ginocchio dai nuovi tool di AI, soprattutto dagli aggiornamenti della piattaforma Claude di Anthropic.
Nel frattempo, i fondi stanno affrontando un aumento dei costi di finanziamento dal momento che le banche stanno hanno irrigidito le condizioni sul credito e le autorità di vigilanza intensificano l’attenzione sulle interconnessioni tra istituti finanziari e fondi di private credit.
I nuovi contratti Cds sono stati lanciati poco dopo che S&P Global ha introdotto questa settimana un nuovo indice, Cds Financials, che comprende veicoli gestiti da Apollo, Blackstone e Ares, oltre a banche, assicurazioni, società immobiliari e altri gruppi finanziari.
Nei giorni successivi al lancio dell’indice, le banche hanno iniziato a negoziare attivamente i Cds sui fondi sottostanti. Questi strumenti consentono di scommettere sulla possibilità che i veicoli — tra cui il più grande del settore, il Blackstone Private Credit Fund con 83 miliardi di dollari di investimenti — possano non essere in grado di onorare il debito.
I trader non utilizzano questi Cds solo per puntare su un peggioramento del private credit: molti cercano di sfruttare le differenze di prezzo tra le obbligazioni dei fondi e gli spread dei Cds per trarre profitto dal loro allargamento o restringimento.
Secondo fonti dell’FT, alcuni investitori stanno aprendo posizioni ribassiste direttamente sulle obbligazioni investment grade emesse da società di private credit, mentre altri stanno valutando l’acquisto di questi titoli, scommettendo che siano stati eccessivamente penalizzati. (riproduzione riservata)