Partenza debole per Wall Street, con il Dow Jones, che dopo il record di ieri, cede lo 0,09% a 24.251 punti, mentre il Nasdaq Composite arretra dello 0,25% a 6.856 punti. Pesano, infatti, i dubbi legati all'iter della riforma fiscale voluta dall'amministrazione Trump.
L'approvazione della legge al Senato è tornata ad essere incerta dopo lo slittamento del voto ad oggi a causa di un emendamento introdotto in relazione alla significativa espansione del deficit, che deriverebbe dalla misura di riduzione delle imposte. Il Joint Committee on Taxation ha infatti diffuso ieri il rapporto sugli effetti macroeconomici della versione della riforma del Senato, che mostra che la riforma non si autofinanzierebbe attraverso aumenti della crescita, ma determinerebbe un aumento del deficit cumulato in 10 anni di 1.000 miliardi di dollari. Si discute, dunque, di un possibile cambiamento dell'aliquota per la tassazione delle imprese. La proposta di fissarla al 22% anzichè al 20% è stata archiviata, ma si sta discutendo su un sentiero dell'aliquota che parta dal 20% e che salga gradualmente nel corso del decennio, riducendo lo sgravio fiscale alle imprese di circa il 25%.
Sul fronte Fed, invece, arrivano pareri contrastanti circa il progressivo rialzo dei tassi d'interesse previsto per il prossimo futuro. Il vicepresidente del Fomc William Dudley, ha dichiarato che c'è "una ragionevole possibilità" che la Federal Reserve alzi i tassi durante la riunione di questo mese e per la terza volta nel 2017 e "qualunque stimolo fiscale approvato dal Congresso potrebbe convincere l'istituto ad aumentarli ancora nel corso del prossimo anno". A fargli eco il presidente della Federal Reserve di Dallas, Robert Kaplan, che ha dichiarato che un graduale incremento dei tassi d'interesse sarebbe appropriato. Il banchiere ha aggiunto infatti che, anche se l'inflazione resta al di sotto del target del 2% della Banca centrale statunitense, essa è bilanciata dalla bassa disoccupazione. Kaplan ha ribadito che la Fed dovrebbe utilizzare un approccio graduale e paziente nei rialzi dei tassi d'interesse, giustificandolo coi dati macroeconomici sul lavoro recentemente rilasciati che hanno mostrato sostanziali miglioramenti.
Di diverso avviso James Bullard, presidente della Federal Reserve di St. Louis, secondo il quale un rialzo prolungato dei tassi potrebbe aumentare la probabilità di una recessione per l'economia statunitense. Per il banchiere centrale, che ha evidenziato l'appiattimento della curva dei tassi nel corso del mandato di Janet Yellen, "il modo migliore per evitare una possibile inversione della curva del mercato obbligazionario sarebbe che la Federal Reserve fosse cauta nell'aumentare il tasso ufficiale nel 2018".
In chiave Fed, il Pmi manifatturiero nella lettura definitiva di novembre, è sceso a 53,9 punti dai 54,6 di ottobre, ma si è attestato leggermente sopra il dato preliminare a 53,8.
Mentre tra i singoli titoli quotati a New York, Qualcomm cede l'1,24% dopo aver annunciato di aver depositato tre cause contro Apple (-0,73%) per violazione dei brevetti di alcuni componenti utilizzati nella fabbricazione dell‘iPhone.
Contrastate Toshiba (-1,59%) e Western Digital (+1,1%), in seguito ad alcune indiscrezioni di stampa secondo le quali le due società sarebbero vicine ad un accordo per porre fine al contenzioso sulla controllata attiva nei semiconduttori che il gruppo giapponese intende cedere per 18 miliardi di dollari.
In calo General Motors (-1,64%). Due joint venture in Cina della casa automobilistica statunitense hanno annunciato un richiamo di circa due milioni di veicoli, secondo quanto annunciato dall'autorità di controllo della qualità cinese.
Leggermente negativa anche Tesla (-0,43%) dopo che un'agenzia governativa tedesca ha rimosso il Model S della casa automobilistica dalla lista delle automobili elettriche che possono beneficiare di incentivi, in quando il modello non è disponibile in una versione che costi meno di 60.000 euro, tetto di prezzo entro il quale è possibile beneficiare dell'incentivo. Tesla ha replicato affermando che è "del tutto falso" che il Model S non sia disponibile in Germania nella versione base.
Monsanto avanza dello 0,54% dopo che Bayer ha annunciato oggi che la Commissione per gli investimenti stranieri negli Stati Uniti non ha identificato alcun problema di sicurezza nazionale in relazione alla sua acquisizione.
Sulla parità Vmware (-0,03%). L'editore di software ha annunciato ieri un giro d'affari e un utile trimestrale superiori alle previsioni.
Poco mossa anche Intel (-0,08%) che ha ridotto la propria partecipazione nel produttore di macchine per semiconduttori olandese Asml al 4,96%. La società risultava titolare di una partecipazione del 15% in Asml nel 2012.
Infine, per Goldman Sachs il ceo Lloyd Blankfein ha aperto alla possibilità che in futuro, quando si farà da parte, il suo posto potrà essere preso da due co-amministratori delegati e non da una sola persona. "Goldman Sachs come società ha una lunga tradizione di co-Ceo", ha detto durante un'intervista a Bloomberg Tv, facendo riferimento alla struttura che la banca aveva prima della quotazione nel 1999. La cosa è possibile soprattutto ora che quello che era considerato l'erede "naturale" di Blankfein, ovvero Gary Cohn, è passato all'amministrazione Trump. I due candidati papabili potrebbero essere Harvey Schwartz e David Solomon, attualmente co-presidenti e condirettori operativi.