L’onda lunga della crisi porta Volkswagen fuori dall’Eurostoxx 50, la selezione di titoli europei scelti in base alla capitalizzazione di mercato. Dal 21 settembre il gruppo tedesco non fa più parte del paniere, complice i forti ribassi accusati dal titolo che negli ultimi 12 mesi ha perso oltre il 20%.
Il calo riflette una serie di difficoltà e segnali di rallentamento del business, ultimo in ordine cronologico il profit warning del 18 settembre, quando la società ha ridotto le stime sull’utile operativo 2026 all’1% (circa 3 miliardi di euro). In precedenza il target era fissato tra il 4% e il 5,5%.
Il drastico taglio della guidance ha fatto sì che le azioni di Volkswagen lasciassero sul terreno l'8,3% nella seduta del 18 settembre. Lunedì 21 settembre, alla ripresa degli scambi, il titolo ha continuato a scendere anche se nel primo pomeriggio italiano ha ridotto le perdite intorno allo 0,4%. Più pesante l’andamento di Porsche (-2,6%), parte del gruppo Volkswagen, a cui è direttamente collegato il profit warning: l’erosione del margine operativo è dovuta a oneri straordinari per circa 10 miliardi, di cui 6 miliardi riconducibile a una svalutazione della quota di Volkswagen nel marchio di auto sportive di lusso.
Porsche è impegnata in un vasto piano di risanamento e, secondo il giornale tedesco Handelsblatt, potrebbe andare incontro a un ulteriore taglio della forza lavoro con 4.000 esuberi aggiuntivi. Tuttavia, il 21 settembre il ceo Michael Leiters ha dichiarato che non ci saranno licenziamenti al di fuori dei 5.000 concordati a luglio 2026. Questi esuberi già si sommavano a 4.000 tagli decisi in precedenza. A tutto ciò si aggiunge anche «un contesto di mercato sfidante» per il gruppo Volskwagen «soprattutto in Cina», come evidenzia una nota di Banca Akros.
E i numeri potrebbero ancora peggiorare. «Notiamo che non sono stati ancora inclusi gli impatti derivanti dall’attuazione del Group Target Picture 2030 (il piano di ristrutturazione annunciato un paio di settimane fa da Volkswagen, ndr), per il quale persistono i rischi di ulteriori spese di ristrutturazione di grande entità da annunciare nei prossimi mesi», sottolinea Intesa Sanpaolo Research, che assegna a Volkswagen un rating Underperform con un prezzo obiettivo di 67,3 euro per azione (rivisto al ribasso dai 77,5 euro precedenti).
La revisione delle proiezioni di Volkswagen è interpretata dagli esperti di Equita come «un’ulteriore conferma delle difficoltà del settore» automotive. Con possibili ricadute su alcuni dei titoli italiani del comparto.
Secondo Banca Akros il profit warning dei tedeschi può essere «un fattore negativo» per Brembo (rating Accumulate con target price a 12 euro), «data la sua esposizione alla Cina e ai marchi Volkswagen, Audi e Porsche» e «in misura minore» per Ferrari (rating Neutral con target price a 380 euro), mentre «è meno rilevante per Stellantis (rating Neutral con target price a 5,5 euro), la cui presenza in Asia è marginale». (riproduzione riservata)