Nuovo stop in vista per la produzione automobilistica tedesca. Secondo quanto riportato dal quotidiano Bild, Volkswagen si prepara a sospendere la produzione nello stabilimento di Wolfsburg già a partire dalla prossima settimana, con il primo blocco che dovrebbe riguardare la linea della Golf, il modello simbolo della casa di Wolfsburg.
L’interruzione, che potrebbe scattare già mercoledì 29 ottobre, è legata ai colli di bottiglia nella fornitura di semiconduttori prodotti dal gruppo olandese Nexperia, la cui produzione in Cina è stata fortemente rallentata. In base alle scorte di chip ancora disponibili, lo stop potrebbe slittare di alcuni giorni, ma le prospettive restano incerte.
Dopo la Golf, la sospensione potrebbe estendersi anche alla Tiguan e ad altri modelli. In parallelo, il quotidiano tedesco riferisce che nello stabilimento di Zwickau è prevista una riduzione dell’attività, con potenziali impatti anche su altri marchi del gruppo, tra cui Audi, Seat/Cupra e Skoda.
In una comunicazione interna ai dipendenti, Volkswagen ha riconosciuto di «non poter escludere una sospensione della produzione», pur ribadendo di essere «in contatto con tutti i soggetti interessati per identificare tempestivamente i rischi e adottare le misure necessarie».
La carenza di chip rischia tuttavia di trasformarsi in una crisi di filiera per l’intero comparto automobilistico tedesco. Anche Mercedes-Benz ha espresso «preoccupazione per l’attuale situazione», pur senza fornire al momento previsioni affidabili sull’impatto produttivo.
Secondo Hildegard Müller, presidente della Vda (l’associazione delle case automobilistiche tedesche), «se l’interruzione delle forniture di chip Nexperia non potrà essere risolta a breve, la situazione potrebbe portare già nel prossimo futuro a notevoli limitazioni della produzione, se non addirittura a un arresto della stessa».
Il quotidiano economico Handelsblatt avverte che la crisi dei semiconduttori potrebbe estendersi ben oltre l’automotive, coinvolgendo anche i settori aerospaziale, della difesa, dell’ingegneria meccanica e della tecnologia medica, dove la dipendenza dai chip Nexperia di provenienza cinese supera in alcuni casi l’85%.
Volkswagen ha precisato che «le cause delle difficoltà non risiedono nella gestione interna delle catene di fornitura, ma in fattori esterni legati ai fornitori». Il gruppo - come altri colossi industriali tedeschi - sta sollecitando un intervento politico per garantire la continuità delle forniture strategiche e scongiurare un nuovo colpo all’industria manifatturiera europea. (riproduzione riservata)