I giudici prendono tempo e sul processo per falso in bilancio a carico di Daniela Santanché si allunga l’ombra della prescrizione. L’allarme arriva dai pm di Milano dopo la decisione, presa al termine dell’udienza del 15 luglio, di rinviare al 16 settembre la causa che vede imputata la ministra del Turismo (insieme ad altre 15 persone) per la gestione finanziaria del gruppo Visibilia. I giudici hanno deciso di valutare meglio la questione dell’estromissione dei piccoli soci di Visibilia (quotata in borsa tramite Visibilia Editore, anche se il titolo è sospeso) che si sono costituiti parte civile. Solo a quel punto potrà iniziare il dibattimento.
Per Santanché si tratta del secondo rinvio, dopo lo slittamento a ottobre 2025 dell’udienza preliminare dell’altro procedimento che la vede coinvolta, quello per presunta truffa ai danni dell’Inps nell’utilizzo della cassa integrazione Covid.
Il presidente del collegio giudicante, Giuseppe Cernuto, ha giustificato il rinvio alla luce della necessità di approfondire la richiesta dei legali di Santanché di estromettere i piccoli soci, sostenendo che non si possa dimostrare l’esistenza di un «danno diretto». Una tesi contestata da Giuseppe Zeno, autore dell’esposto che ha dato origine al processo: «Non avrei investito (in Visibilia, ndr) se avessi avuto coscienza delle reali poste di bilancio, quindi quello che noi riteniamo è che siamo stati indotti in errore», ha detto al termine dell’udienza. Zeno ha presentato anche un altro esposto, depositato ad aprile, sulla mancata riammissione agli scambi in borsa del titolo di Visibilia Editore, congelata insieme alla vendita – saltata –della maggioranza agli svizzeri di Wip Finance.
Al rinvio si è opposta la pm Marina Gravina, che chiedeva una decisione immediata, o comunque in estate, «per evitare il rischio prescrizione» che «ha già coinvolto l’annualità 2016». Tuttavia, il giudice Cernuto ha ribadito la necessità che «questa fase sia sviluppata in maniera ragionata».
Il processo, dunque, riprenderà a metà settembre. Ma non per tutti. I giudici, infatti, hanno stralciato le accuse nei confronti di una delle società coinvolte, Visibilia srl in liquidazione, a causa dell’«indeterminatezza» della formulazione. Di conseguenza, il Tribunale di Milano ha escluso Visibilia srl dall’ipotesi di falso in bilancio, accogliendo la richiesta della difesa. Con Visibilia srl escono di scena anche alcuni degli imputati, il cui numero scende così a 16. (riproduzione riservata)