Chiusura in netto calo per l'azionario milanese (Ftse Mib -1,28%), mentre le tensioni in Medio Oriente innescate dall'attacco israeliano sull'Iran non accennano a ridursi. Le vendite hanno interessato anche le altre piazze europee, con il Dax che ha segnato -1,14%, il Ftse 100 -0,39, il Cac 40 -1,12% e l'Ibex 35 -1,31%.
"I mercati finanziari globali sono stati fortemente condizionati dall'attacco di Israele ai siti nucleari iraniani (ufficialmente senza il coinvolgimento Usa), una mossa che potrebbe portare ad un'escalation nell'area", affermano gli strategist di Mps, sottolineando che Israele ha promesso che l'azione durerà diversi giorni e la risposta iraniana, finora limitata, probabilmente coinvolgerà l'utilizzo di missili balistici.
Guardando alla prossima settimana, gli occhi degli investitori saranno puntati sulle Banche centrali. La prima sarà la Bank of Japan (martedì 17) e mercoledì 18 sarà la volta della Fed. Entrambi gli istituti dovrebbero lasciare i tassi invariati
Tra le blue chip, si salvano dal ribasso solo i titoli del comparto energy (Italgas +1,09, Eni +1,04%, A2A +0,9%, Snam +0,19%, Tenaris +0,16% e Terna +0,13%) e Leonardo (+0,43%).
Ancora vendite su Stellantis, che dopo il -2,74% di ieri cede il 3,02% a 8,516 euro, sempre sul tema dazi.