Piazza Affari chiude in calo con il Ftse Mib che a fine seduta ha ceduto lo 0,52%.
Per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente, il presidente Usa, Donald Trump, si è rifiutato di dire per quanto tempo sarebbe disposto a prolungare la guerra con l'Iran, dicendo ai giornalisti alla Casa Bianca: "non mettetemi fretta", quando è stato incalzato sulla questione della tempistica.
Sul fronte macro da segnalare che il clima di fiducia delle imprese in Germania è peggiorato significativamente. L'indice Ifo Business Climate si è attestato ad aprile a 84,4 punti, rispetto agli 86,3 di marzo. Si tratta del livello più basso dal maggio del 2020.
A Piazza Affari focus su Eni (-1,14%). Nel 1* trimestre dell'anno il gruppo ha realizzato un utile netto di 1,071 mld di euro, in calo del 9% a/a. Eni, inoltre, per effetto delle solide performance e della revisione dello scenario esterno, il flusso di cassa operativo di Eni è atteso nel 2026 in crescita del 20% rispetto alla previsione iniziale a 13,8 mld su base annua. La società, infine, ha rivisto al rialzo il piano di riacquisto delle azioni proprie che è incrementato di circa il 90% a 2,8 miliardi di euro.
Bene Saipem (+2,72%) su cui Berenberg ha alzato il target price a 5,35 euro da 3,9 euro, confermando a buy il rating, e Prysmian (+4%) mentre hanno perso terreno Avio (-7,15%), Leonardo (-3,02%) e Fincantieri (-4,63%).
Male anche Stellantis (-4,94%) e ancora sotto i riflettori Stm (+1,31%). Da segnalare tra questi Deutsche Bank che ha alzato il prezzo obiettivo da 42 a 52 euro, confermando la raccomandazione buy e Morgan Stanley, che lo ha alzato da 36 a 46 euro, confermando la raccomandazione overweight.